VENEZIA-SALERNITANA: L’ANALISI DEL MATCH

Prima sconfitta esterna per la Salernitana, che nonostante un buon avvio di gara si ritrova sotto dopo la rete di Bocalon non riuscendo più a riprendere il match. A Venezia la formazione di Ventura interrompe così la striscia da record di tre vittorie nelle prime tre gare lontano dall’Arechi, tornando a casa con più d’un rimpianto. 

Come detto la partenza è tutta di marca granata, Firenze e compagni riescono a eludere il pressing dei padroni di casa nei primissimi minuti di gioco, attaccando con efficacia le corsie laterali. In particolare un paio di cambi di gioco mettono in condizioni Kiyine di arrivare al fondo, e sfornare un paio di cross al bacio per Giannetti, che viene respinto solo dalla sfortuna in occasione dei due legni presi. L’attaccante ex Cagliari ha dimostrato grande senso dell’anticipo, attaccando sempre la profondità con i tempi giusti, come successo anche in occasione della rete annullata per sospetto fuorigioco, arrivata da un’altra imbucata, questa volta giunta dalla fascia sinistra e dal piede mancino di Lopez. Meno positiva, invece, l’attitudine della retroguardia, che continua a difendere troppo bassa, lasciando troppo spazio con la linea di centrocampo. Proprio da questa situazione è nata l’imbucata centrale che ha permesso a Bocalon di trovarsi a tu per tu con Micai per l’1-0, complice anche la lettura errata di Migliorini e compagni, abili sulle palle sporche, meno quando vengono presi in velocità. 

Nella ripresa, complice anche un atteggiamento arroccato del Venezia, la formazione di Gian Piero Ventura non è riuscita a combinare granché, anche a causa di un possesso palla sterile e macchinoso per mettere seriamente in difficoltà i veneti, compatti a protezione del vantaggio. Ad eccezione di qualche spunto di Lombardi, Jallow e Kiyine (quest’ultimo pur essendo calato non andava tolto, in quanto spesso sembra dare la sensazione di essere l’unico elemento capace di accendere la luce in fase offensiva), la Salernitana non è riuscita a creare grossi grattacapi agli avversari, per mancanza di intensità, ma forse soprattutto di qualità. Non convince nemmeno la decisione di andare avanti a oltranza con la difesa a tre, specie quando il Venezia ha rinunciato a ripartire, badando solo a tentare di proteggere il prezioso 1-0, che è valso alla formazione di Dionisi la prima affermazione al Penzo in campionato. Successo che è arrivato contro una Salernitana partita benino, ma che con il passare del tempo non ha più saputo trovare la giusta convinzione per attaccare l’avversario e rimettere la partita sui binari giusti.