Un dipinto dell’artista Caroli per Falcone e Borsellino

Come forse avrete notato non sono campana. Amo moltissimo la vostra regione, pur avendola frequentata poco, e ogni volta che sento Vincenzo De Luca parlare penso “Adottami, presidente!”, ma per fortuna o purtroppo mi è capitato di nascere e vivere altrove, al nord. La mia casa si trova in un paese di circa 25mila abitanti in provincia di Padova, chiamato Albignasego. Non ho idea di quanti di voi lo conoscano né di quanto sia effettivamente famoso nel mondo, ma ogni tanto riserva qualche bellezza che merita di essere condivisa. Una parte del merito per questa bellezza va all’artista Caroli, che vi abita da due anni, e alla sua collaborazione col comune.

Caroli, all’anagrafe Carolina Blanco, è nata in Argentina 33 anni fa. All’età di 15 anni è arrivata a Padova, perché sua madre è italiana d’origine. Caroli frequenta il mio stesso liceo scientifico, il Cornaro, famoso per essere frequentato da tipi strani e simpatici, ma poi la sua carriera prende una piega tutt’altro che matematica. Si laurea al DAMS e in seguito si dedica da più di un quinquennio alla street art. In realtà è tutta la vita che disegna, fin da bambina. La forza nei suoi dipinti sta nella semplicità dei soggetti umani e nei colori sgargianti. Per lei l’arte è un mezzo per aiutare gli altri ed è un atto di responsabilità. Per il ventitré maggio 2020, nella giornata della legalità e del ricordo della strage di Capaci, il Comune e in particolare la consigliera Denise Barison, con delega alla legalità, le ha commissionato un dipinto con protagonisti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lei ha accettato con gioia e ha riprodotto col suo stile inconfondibile la celebre foto dei due magistrati, che sorridono l’uno accanto all’altro, ma l’ha voluta togliere dal triste bianco e nero. Tutto il dipinto è una festa di colori con lo sfondo azzurro. Potete ammirarlo sulla pagina Facebook del comune. Vi invito caldamente a condividerlo sulle vostre bacheche. La cerimonia di inaugurazione del dipinto è stata per forza di cose molto dimessa. Io l’ho seguita in diretta online e a un certo punto ho sentito voci di gente che voleva avvicinarsi. Di solito da noi il 23 maggio si organizzano laboratori con bambini e ragazzi, ma quest’anno tutto è come ovattato. L’epidemia non ha fermato Caroli, al contrario: ha dipinto un sottopasso di uno dei quartieri con “storie di quarantena”, uomini e donne in mascherina ma sorridenti. Prevede di realizzare altri due dipinti con questo tema.

Ma la sua collaborazione più importante con Albignasego è stata l’anno scorso, in occasione della giornata contro la violenza il 25 novembre. Caroli ha ricoperto con la sua opera una facciata del palazzetto dello sport: donne, presumibilmente vittime di violenza, senza più occhi e naso. Questa è l’arte di Caroli e io la ringrazio di aver voluto ricordare Giovanni. Ricordo di aver letto “Per questo mi chiamo Giovanni” in un momento delicato della mia vita, ricordo di aver tirato su il viso dalla pagina, perché non ce la facevo. Continuavo a ripetermi: “Giovanni è morto”. E non riuscivo a trovare un senso a questa morte. Forse il dipinto di Caroli aiuta, almeno un po’.