Settore fotografico in ginocchio: l’AFVP manifesta a Montecitorio

Continuano le ricadute professionali a causa del tanto temuto e non del tutto sconfitto Coronavirus. Molte sono le categorie lavorative vittime di un collasso economico, che per forza di cose richiederà un assestamento durante un tempo non immediato. Svariati sono i liberi professionisti che per numerosi mesi hanno messo da parte la propria professionalità a favore della salute collettiva. Tra questi di sicuro il mondo culturale e di aggregazione in generale, insieme a quello di ristoro, commerciale e cerimoniale certamente hanno pagato il conto più alto. Basti pensare che ancora oggi a ridosso della fase tre, tanti fotografi e videografi professionisti, stanno vivendo l’inevitabile crisi legata al mondo del wedding che attualmente conta migliaia di matrimoni annullati durante l’anno 2020.

A tal proposito nella giornata di oggi, i Fotografi e Videografi associati alla AFVP, sono stati presenti a Roma in piazza Montecitorio, davanti alla sede della Camera dei Deputati, per manifestare il disagio economico, conseguenza dell’emergenza Covid-19.

La nuova organizzazione, nata durante l’emergenza sanitaria degli ultimi mesi, è composta già da oltre 500 iscritti, molti dei quali risiedono in Campania, Sicilia, Lombardia e in generale provenienti da tutto il restante centro Italia. Le difficoltà che deve affrontare la categoria sono molto evidenti, così come lo sono per tutte le aziende italiane connesse al mondo della cerimonia e del wedding in particolar modo. Non a caso, il comparto cerimoniale soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, smuove da sempre fatturati molto alti di circa miliardi di euro annui. È necessario portare all’attenzione del Governo italiano la crepa dilagante a livello occupazionale, al fine di tutelare economicamente tutti coloro che rivestono molteplici ruoli nel settore specifico. Per sollecitare l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri, oltre alla manifestazione organizzata rispettando le vigenti norme di sicurezza, è stata consegnata dalla AFVP anche una lettera indirizzata a Giuseppe Conte, nella quale si sottolineano i disagi e si formulano alcune richieste utili e necessarie per far ripartire anche il settore Foto-Videografico

Le richieste del Presidente dell’Associazione Walter Gilardi e di tutti gli associati sono ben precise e sono le seguenti:

1. Un nuovo accesso o la riapertura al Bonus Microimprese, perché quello emanato dalla Regione Campania per aiutare le moltissime attività ferme per l’emergenza, escludeva erroneamente alcuni Codici Ateco e tra questi il 74.20.19 dei Fotografi e Videografi. Di conseguenza, anche, l’adeguamento codice Ateco come categoria non ammessa a poter svolgere il proprio operato;

2. Sussidio a fondo perduto pari al 50% del fatturato dell’anno 2019 elargito per ogni mese fino a marzo del 2021, mese di probabile ripresa delle aziende ed imprese legate al mondo della Cerimonia;

3. Credito di imposta sugli affitti a beneficio dei proprietari;

4. Anno bianco fiscale.

“Ci sentiamo in dovere di porre all’attenzione del Presidente Giuseppe Conte la nostra situazione estremamente delicata. Siamo ben coscienti del fatto che ogni capillare settore lavorativo sia stato messo in discussione a causa dell’emergenza sanitaria. Siamo grati per l’operato governativo degli ultimi mesi. Nonostante ciò, è necessario ribadire la necessità di un intervento a lungo termine da parte delle Istituzioni, nei confronti del settore Foto-Videografico. Al momento non è possibile una ripartenza in salita, in quanto oltre agli eventi già cancellati, sono stati rimandati al 2021 il 90% dei contratti stipulati per il 2020”.

Queste le parole del Presidente Gilardi che ha continuato: “Di recente ho avuto modo di interloquire con un collega di Avellino che da anni e anni persevera nella passione impartita dal padre e che latita, purtroppo, verso una possibile conclusione a causa dei risvolti economici legati al Coronavirus. Molti sono stati i professionisti che hanno lamentano sconforto per il momento, anche di recente durante uno degli incontri presso l’Hotel Cerere di Paestum. Il nostro è sempre stato un settore redditizio, seppur di grande rigore e sacrificio lavorativo, ma è pur vero che oggi non possiamo far finta che non viva serie difficoltà. Tanti, oltre ad essere dei veri artisti del mestiere, hanno famiglie a cui dare delle risposte. Chiediamo chiarezza da un punto di vista economico e soprattutto una revisione totale per i codici Ateco che servono per identificare un’attività economica e inserirla in una specifica categoria a livello lavorativo. Pur lavorando per lo più attorno al mondo della cerimonia, alcuni esercizi commerciali non hanno potuto richiedere alcun bonus, in quanto secondo i codici Ateco non aggiornati, molti di questi rientrano nella categoria degli oculisti – tra le altre cose, rimasti aperti durante l’emergenza -. È difficile in tutta onestà associare lavorativamente parlando questi due settori tanto diversi tra loro”.