Sanità: vittoria dei cittadini. Ma gravi ammissioni dell’ASL

Lunedì 30 novembre 2020 gli attivisti di Cittadinanza Attiva, Tribunale dei diritti del malato e del coordinamento di associazioni e cittadini di “Salerno in piazza” sono stati ricevuti dai vertici dell’ASL Salerno, nelle persone della dott.ssa Palumbo (direttore amministrativo ASL Salerno) e del dott. Primiano (direttore sanitario ASL Salerno).

L’esito è stato reso noto con un comunicato stampa delle stesse associazioni.
Questo secondo appuntamento era stato fissato nel corso di un primo incontro, avvenuto tre settimane prima, lo scorso 9 novembre 2020, giorno a partire dal quale, a Salerno, si è aperto un fronte di mobilitazione continua sui disservizi che si stanno verificando in ambito sanitario e non solo, a causa dell’emergenza Covid. 

In particolare, nel primo incontro del 9 novembre, le richieste avanzate all’ASL Salerno erano:

1) il potenziamento dei poliambulatori distrettuali, rimasti unico punto sanitario accessibile ai cittadini dopo il blocco di tutti i servizi ambulatoriali e ospedalieri, causa Covid
La dotazione di TAC, ecografi di ultima generazione (con le sonde utili ai diversi tipi di esami) e dell’attivazione presso gli stessi poliambulatori di servizi attivi 24 ore su 24, con specialisti, medici di base e infermieri a rotazione, in modo da inviare in ospedale solo pazienti gravi senza abbandonare nessuno;

2) il potenziamento del personale USCA e lo stato dell’arte sull’eventuale apertura di ulteriori unità, come sarebbe previsto da protocolli nazionali, nonché la migliore definizione di tutta la catena di assistenza a domicilio per i pazienti SOSPETTI / AFFETTI da Covid-19. 
Viste le tante, troppe segnalazioni, di cittadini abbandonati a sé stessi, spesso rimasti per oltre 10 giorni in casa senza la benché minima idea di cosa fare e senza riuscire a contattare nessuno dei numeri disponibili tra USCA e medici di base.

La notizia positiva è stata una piccola grande vittoria, ottenuta riguardo il potenziamento degli ambulatori distrettuali. In particolare, l’ASL Salerno ha accolto e concretizzato una parte delle richieste ricevute il 9 novembre, sul poliambulatorio nel quartiere Pastena di Salerno. 

L’orario di funzionamento dell’ambulatorio per le analisi ordinarie del sangue sarà prolungato fino alle 12:00 circa (considerando che prima terminava alla 9:45, dopo due ore scarse di apertura). Questo è stato possibile digitalizzando il processo di raccolta dati dei pazienti, che fino a pochi giorni fa avveniva esclusivamente a mano, con l’ausilio di etichette e fogli scritti a penna. Lo stesso poliambulatorio è stato dotato di ecografi più moderni per espletare tutti i servizi ecografici, ma non sarà possibile installare la TAC, come era stato ulteriormente richiesto. All’incontro era presente anche un medico neuroradiologo che ha confermato l’impossibilità di installazione di un servizio TAC, il quale richiederebbe personale e risorse non disponibili ora e nel tempo.

Lo stesso neuroradiologo ha poi specificato che in ogni caso, per tamponare il blocco parziale dei servizi sanitari e ospedalieri, sarà possibile effettuare TAC ed altri esami “urgenti” (come per pazienti oncologici, ndr), presso gli ospedali di Scafati e Agropoli per i pazienti positivi al Covid-19, e solo presso l’ospedale di Nocera per tutti i pazienti no-Covid. Certo per una provincia estesa come quella di Salerno è una soluzione davvero “spartana”, ma una minima continuità assistenziale per i cittadini sembra essere ancora assicurata.

Insomma le istanze presentate dalla mobilitazione sono state preziose e soprattutto accolte, trasformandosi in un parziale miglioramento della situazione per tutta la comunità. Ma le cose non sono andate altrettanto bene per le USCA, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, che dovrebbero assicurare assistenza a domicilio per tutti i pazienti SOSPETTI / AFFETTI da Covid-19. 

Inizialmente, secondo quanto testimoniano i partecipanti alla riunione, sia la dott.ssa Palumbo (direttore amministrativo ASL Salerno) che il del dott. Primiano (direttore sanitario ASL Salerno) hanno cercato di spiegare che le 19 USCA, a fronte delle 21 previste, sul territorio provinciale salernitano, fossero più che sufficienti ad assicurare tutti i servizi necessari all’assistenza sanitaria richiesta da questa emergenza. 

Ma quando è stata riportata la lista di testimonianze scritte da cittadini che raccontavano tutti i gravi ritardi e le inadempienze di USCA e medici di base, i dirigenti ASL hanno risposto che <<questo avviene “naturalmente” nei territori come Salerno e Battipaglia a più alta densità popolare>>. In effetti ci sarà un motivo se il protocollo nazionale UC/2020/0001128 del 27 marzo 2020 e la nota della Regione Campania UC/2020/0002288 del 15 maggio 2020 avevano previsto un’USCA ogni 50mila abitanti. Condizione attualmente non rispettata a Salerno, che ne ha soltanto una.

Gli stessi vertici dell’ASL Salerno hanno ammesso anche l’assenza in alcune USCA (inclusa quella di Salerno) dell’ecografo portatile, con cui gli operatori sanitari dovrebbero effettuare l’ecografia toracica in casa dei pazienti, per verificarne lo stato dei polmoni, come previsto dai protocolli nazionale e regionale. 

Come se non bastasse, pur avendo tutte le apparecchiature necessarie, il personale medico delle USCA attualmente non sarebbe in grado di usarle, e andrebbe quindi formato. Come si legge anche nel comunicato stampa, questo discorso lascia l’amaro in bocca, specialmente se fatto a 210 giorni dal 27 marzo, data di pubblicazione del protocollo del Ministero della Salute.

Associazioni e cittadini, nel comunicato, si dicono comunque positivi rispetto <<alla disponibilità che i vertici ASL Salerno stanno mostrando, avendo ormai avviato un percorso di confronto continuato nel tempo con associazioni e cittadini>>. Infatti è già stato previsto un nuovo tavolo di incontro da fissare massimo per il 14 dicembre 2020, in presenza anche di un responsabile del  dipartimento di prevenzione al servizio di epidemiologia, per avere un’informativa approfondita sullo stato dei contagi nel personale sanitario e nel mondo della scuola.

Marco Giordano