Sanità campana, fine del commissariamento. Ma preoccupano assistenza e spesa pro-capite

La Conferenza delle Regioni e la Conferenza Stato-Regioni hanno approvato la richiesta della Campania di fuoriuscita dal commissariamento della Sanità. Il provvedimento passa ora al Consiglio dei Ministri chiamato a recepirlo in via definitiva, una ratifica attesa entro Natale. Il governatore De Luca potrà poi designare un assessore. La Campania, per il sesto anno consecutivo, chiude in pareggio i conti di Asl e Ospedali e paga i fornitori entro un mese dalla emissione delle fatture. L’intesa Stato-Regioni sblocca anche l’assunzione di 2mila medici e 5mila infermieri.

“Per noi è un obiettivo di immenso valore – commenta il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca al termine dei due importanti appuntamenti romani – Dopo 10 anni di commissariamento rientriamo nella gestione ordinaria. Abbiamo fatto un lavoro straordinario di risanamento finanziario e di avanzamento dei livelli essenziali di assistenza. La caratteristica fondamentale di questo lavoro è che abbiamo risanato i bilanci delle Asl senza tagliare ma anche accrescendo i livelli essenziali di assistenza; un lavoro enorme che conferma che la Regione Campania si propone come modello di un altro Sud fatto di concretezza rigore spartano trasparenza e capacità amministrativa”.

Sui livelli essenziali di assistenza si registrano timidi segnali di ripresa solo a partire dal 2018. Come documentato da uno studio della Fondazione Gimbe, pubblicato dal Sole 24 Ore, la Campania è stata fanalino di coda fino al 2017 sugli adempimenti dei livelli essenziali d’assistenza (Lea), ossia le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale fornisce gratuitamente o dietro pagamento di un ticket. Il monitoraggio ha rivelato, oltre a un’ampia forbice tra le Regioni, come oltre un quarto delle risorse spese per garantire le cure non hanno prodotto servizi.

La gestione ordinaria dovrà anche garantire un riequilibrio delle risorse. Sul fronte della spesa pubblica, ad esempio, come testimoniano le cifre degli ultimi anni: nel 2017 la Campania ha fatto registrare una spesa pubblica pro-capite per la salute di 1.723 euro per cittadino rispetto ad un valore medio nazionale di 1.866. La spesa pubblica in Campania è ancora la più bassa d’Italia a fronte della terza popolazione più numerosa, dopo Lombardia e Lazio.