SALERNITANA-PERUGIA: L’ANALISI DEL MATCH

Al termine di una gara incapace di calamitare fino in fondo l’attenzione degli spettatori, movimentata a sprazzi dai protagonisti in campo, Salernitana e Perugia dividono la posta in palio e aggiungono un punticino ad una classifica che premia entrambe con la consegna della zona play off. I granata, complici gli infortuni e le carenze strutturali dell’organico ormai note, continuano a registrare le solite difficoltà a gestire il vantaggio, amplificate dalla ricerca di una tenuta difensiva che non hanno mai posseduto. Anche l’attacco, privo delle antiche giocate di Cerci, non sembra essere aderente alle spavalde e visionarie dichiarazioni di Lotito nel post partita. Parlare di squadra costruita per puntare decisamente alla serie A è un’offesa all’intelligenza di chi ascolta. La Salernitana, ribadiamo, è una squadra di media classifica che, approfittando dell’equilibrio generale, può anche sperare di strizzare gli occhi alla zona play off. Per puntare con determinazione alla vittoria del torneo, proposito mai dimostrato con i fatti da questa proprietà, bisognerà mettere mano alla tasca e investire in sede di sessione invernale del calciomercato. Tutto il resto è aria fritta.

SCHIERAMENTI TATTICI DELLE DUE SQUADRE Oddo dispone i suoi uomini con il 4-3-2-1, affidando a Fernandes e Capone il compito di supportare Iemmello in attacco. A centrocampo, invece, Balic viene schierato nella posizione di metodista centrale.Ventura accantona il 3-5-2 e schiera i suoi uomini con un atipico 3-4-1-2, utilizzando Odjer nell’inedito ruolo di trequartista. I granata possono nuovamente avvalersi del dinamismo di Akpro, manna calante dal cielo in un periodo di grande emergenza cagionato dagli infortuni di lungo corso.

PRESSING ALTO DEL PERUGIA, SALERNITANA MARCA QUASI AD UOMO: PARTITA BLOCCATA  Partita molto tattica sin dalle prime battute, con i due tecnici che si temono e cercano di non concedere vantaggi. Fase di studio ampia, caratterizzata dal pressing alto sviluppato da un Perugia abile ad aggredire i difensori centrali granata con i tre attaccanti, mentre la linea difensiva accorcia sul centrocampo, le cui mezzali coprono dinamicamente la zona centrale e le corsie esterne.Ventura teme la capacità degli ospiti di sviluppare gioco dal basso con i due centrali difensivi ed il metodista, ed allora piazza Odjer nella posizione di primo disturbatore della manovra umbra. La fase difensiva granata studiata dall’ex ct della Nazionale prevede compiti individuali ben precisi. Jallow deve provare ad offendere ma anche fare attenzione alle sgroppate di Rosi. Di Tacchio e Lopez seguono i movimenti di Falzerano a seconda della fetta di campo in cui opera il folletto paganese, kiyine fronteggia Di Chiara, Akpro guarda a vista Dragomir, mentre in difesa non si teme l’uno contro uno nella formazione delle coppie Karo-Capone, Migliorini-Iemmello, Jaroszinski-Fernandes. Partita bloccata.

DOPO UNA VENTINA DI MINUTI CALA L’ INTENSITA’ ATLETICA DELLA SALERNITANA ED IL PERUGIA PUNGE CON IEMMELLO  Il Perugia ha più qualità ed uomini nella zona nevralgica del campo e lentamente, approfittando di una Salernitana poco abituata all’inusuale copione tattico all’italiana impartito da Ventura, comincia a prendere il pallino del gioco tra le mani. Anche perché i granata faticano a tenere le distanze iniziali e ad essere aggressivi nell’accorciare e nel compattarsi al cospetto del gioco senza palla sviluppato dagli umbri. La combinazione Fernandes-Capone-Iemmello non si tramuta in gol solo grazie alla splendida parata compiuta da Micai sul potente tiro ravvicinato dell’ex centravanti foggiano, il quale pochi minuti più tardi fallisce un’altra buona opportunità calciando alto sulla traversa da favorevole posizione.Intanto Oddo, irritato dalla prestazione apatica di Fernandes, inserisce il giovane Kouan e spedisce lo spagnolo sotto la doccia.

I GRANATA REPLICANO BLANDAMENTE A SINISTRA SULL’ASSE JALLOW-LOPEZ Gli uomini di Ventura faticano a produrre un calcio incisivo, lasciando intravedere solo qualche spunto sulla fascia sinistra, dove l’esplosività di Jallow e Lopez crea problemi ad un Rosi scarsamente supportato da Falzerano in fase difensiva. Le potenzialità tattiche per approfittarne non incontrano però la necessaria qualità calcistica del gambiano e dell’uruguagio. Un tiraccio ed un mancato aggancio di Jallow ed una conclusione sbilenca dell’ex terzino spezzino frustrano sul nascere le speranze granata di capitalizzare le fasi di gioco favorevoli.


INIZIO DI RIPRESA SONNACCHIOSO, POI IL LAMPO IMPROVVISO CHE REGALA IL VANTAGGIO AI GRANATA L’inizio del secondo tempo non fa registrare un salto di qualità sul piano dell’intensità atletica e della vivacità tecnica. Ci prova Jallow a sinistra a movimentare il gioco dei padroni di casa, ma l’ex cesenate guadagna solo l’ammonizione del dirimpettaio Rosi. Il match si accende improvvisamente grazie all’ottima intuizione a destra del duo Akpro-Kiyine, con il primo geniale a favorire con un colpo di tacco l’inserimento del talentuoso belga-marocchino, il quale appena sente il leggero contatto ravvicinato di Dragomir si lascia cadere in area di rigore umbra. Il direttore di gara concede un dubbio rigore ai padroni di casa, con Kiyine ancora una volta implacabile nella trasformazione.

ODDO INSERISCE MELCHIORRI E PASSA AD UNA SORTA DI 3-2-3-2  Con l’ingresso di Melchiorri al posto di uno spento Balic, Oddo ridisegna la sua squadra. Rosi assume quasi i compiti di centrale di destra difensivo con licenza a spingere, Kouan e Dragonir formano la diga centrale di mediana senza disdegnare il contributo in termini di inserimento, mentre Falzerano e Di Chiara sulle fasce e Capone, più trequartista che mezzala, formano la terza linea a sostegno di Iemmello e Melchiorri. L’intento è quello di conferire qualità e continuità al tentativo di rimonta.


CAPONE CHIEDE IL CAMBIO, ENTRA BUONAIUTO CHE RISULTERA’ DETERMINANTE. VENTURA RISPONDE CON GLI INSERIMENTI DI LOMBARDI E MAISTRO L’ex beneventano, in passato già castigatore dei granata, determina la svolta finale del match a favore degli umbri. La sua tecnica, abbinata alla rapidità ed alla capacità di muoversi sull’intera trequarti, non è facile da arginare per la fase difensiva di Di Tacchio e compagni. Ventura capisce che è necessario immettere forze fresche e si affida a Lombardi e Maistro, che rilevano gli stremati Kiyine e Akpro.

LA SALERNITANA, PASSIVA CON IL SUO FRAGILE 5-1-2-2, FACILITA LA RIMONTA PERUGINA I granata, non paghi delle lezioni ricevute nelle precedenti gare, commettono l’errore di abbassarsi troppo, lasciando ampia agibilità ai manovrieri calciatori umbri, i quali cominciano a sostare stabilmente nei pressi dei sedici metri presidiati da Migliorini e compagni. Due punizioni da ottima posizione, non capitalizzate, sono il preludio dell’affondo indisturbato di Rosi, il quale penetra come una lama nel burro senza trovare la benché minima opposizione da parte di Odjer, Lopez e Jaroszinski, prima di servire il vivido Buonaiuto che, approfittando di una linea difensiva granata statica e timorosa, prende la mira e punisce Micai. Ancora una volta i granata palesano grave incapacità a scalare tempestivamente le marcature e ad accorciare sugli avversari, subendo un gol troppo ingenuo in un torneo importante come quello cadetto. Con l’aggravante di averlo beccato negli ultimi minuti, quando la capacità di compattarsi dovrebbe farla da padrona.

INFORTUNIO DI KOUAN EVITA GUAI PEGGIORI Sei minuti di recupero sarebbero sufficienti ai più vivaci e qualitativi umbri per tentare addirittura un clamoroso capovolgimento del risultato, contro una Salernitana priva di idee e stanca sia fisicamente che mentalmente. L’infortunio di Kouane, che resta in campo ad onor di firma, evita ai calciatori di casa ed ai tifosi granata un supplemento di sofferenza, con il direttore di gara che fischia la fine delle ostilità ed archivia un pari sostanzialmente giusto.