Salernitana, emergenza in difesa, ma Castori suona la carica: “Niente alibi”

Niente alibi. Fabrizio Castori dovrà affrontare l’emergenza in difesa in vista della sfida di domani sera con il Cosenza. Il trainer granata potrà contare sui soli Casasola, Baraye, Gyomber, Mantovani e Bogdan, a causa delle defezioni di Karo, Aya, Veseli e Lopez. Il trainer marchigiano però non cerca attenuanti e carica col suo solito piglio la squadra.

 “Servirà la miglior Salernitana per battere un Cosenza molto pericoloso – le parole del trainer granata in conferenza stampa -. Domani sarà importante fare risultato al di là della classifica e delle defezioni. Non sono contento di queste assenze ma non mi piace piangere. Sono queste le opportunità in cui una squadra deve aprire il proprio ventaglio di scelte. Chi ha atteso deve mettere in campo la voglia, l’entusiasmo. La squadra sta bene di condizione, ha il morale alto. Sappiamo che è una partita difficile ma non ci faremo condizionare da una classifica che è relativa guardare quando si è alla nona giornata”.

Di fronte il Cosenza di Occhiuzzi, similare nel modo di giocare a quello della Salernitana di Castori. “Roberto allena una squadra molto pericolosa che ama giocare in verticale accendendo la velocità di Baez e Carretta. Uno stile che a me piace perché il possesso palla non fa vincere le partite, chi verticalizzerà meglio vincerà la partita”.

Sul primato, perso ieri dopo il successo del Lecce al Bentegodi. “Il Chievo è forte, ma il Lecce è fortissimo. Ci sta che possa andare a vincere a Verona. Il campionato è lungo e ancora da giocare, non stiamo troppo dietro alla classifica, facciamo il massimo ogni partita, le somme si tireranno più avanti. Per fare risultato bisogna mettere tutte le energie che si posseggono in ogni gara“.

Infine un ricordo su Maradona: “A Coverciano ho parlato con gente che ha giocato contro di lui, Mancini, Dossena, Vierchowod, e mi ripetevano tutti la stessa cosa. Prendeva un sacco di botte senza mai lamentarsi, non aveva mai simulato un fallo, oggi invece molti giocatori urlano appena vengono toccati”.