SALERNITANA-COSENZA: LE PAGELLE

MICAI 5,5: resta disimpegnato per gli interi novanta minuti, ma, seppur sorpreso dalla cattiva marcatura di Migliorini su Asencio, potrebbe fare qualcosa in più sulla palombella lenta e centrale scaturita dallo stacco aereo dell’ex attaccante irpino.

KARO 6: non commette nessun errore di rilievo, ma a volte la sua errata posizione sul terreno di gioco regala agli avversari punizioni e corner evitabili. Si fa male ed è sostituito al termine del primo tempo. (AYA 6,5): buono l’esordio dell’ex difensore del Pisa, il quale regala alla Salernitana qualche aggressiva marcatura preventiva che spesso è mancata nella prima parte della stagione.

MIGLIORINI 5,5: settanta minuti da quattro in pagella, caratterizzati dal clamoroso errore in marcatura in occasione dello stacco aereo di Asencio. Nel secondo tempo sbaglia un elementare passaggio centrale, consentendo al Cosenza di lanciarsi verso la porta di Micai; fortunatamente Jaroszinski è bravo a rimediare. Negli ultimi venti minuti del match, però, gioca da sette in pagella, sventando quattro potenziali pericoli calabresi.

JAROSZINSKI 5,5: la continuità nell’arco di una stessa partita continua ad essere il suo tallone d’Achille. Reattivo nel rimediare all’errore grossolano di Migliorini, dormiente e falloso sul taglio di Asencio, quando avrebbe meritato il rosso per fallo da ultimo uomo. Storia che si ripete anche nel finale, quando alterna qualche pallone spazzato via rabbiosamente e una marcatura troppo morbida su Riviere che sfiora il gol del pari silano.

LOMBARDI 7,5: una prima ora di gioco che lo consacra protagonista indiscusso del match, indossando i panni di rifinitore, di dirompente incursore e di pintuale marcatore al termine di una delle sue abituali percussioni che spaccano come anguria le fasi difensive rivali. Parte bene anche ad inizio ripresa, rivelandosi determinante anche con una deviazione di testa a difesa della porta di Micai. Poi subentra la stanchezza, con D’Orazio che gli crea qualche lieve grattacapo, e Ventura lo sostituisce con il più fresco (KALOMBO 5,5): il ragazzo ha gamba, esuberanza e spunto, ma in due occasioni esagera perdendo palla e facendo subire alla squadra rischiose azioni di rimessa.

AKPRO 7: per due terzi del primo tempo bada soprattutto a recuperare palloni e ad improvvisarsi, con alterne fortune, nel ruolo di regista aggiunto. Pochi i guizzi offensivi, ma nel finale della prima frazione si produce in uno dei suoi strappi che gettano scompiglio nelle difese avversarie, trovando il gol che consente alla Salernitana di ribaltare lo svantaggio iniziale. Secondo tempo all’insegna dell’attenzione tattica e della gestione del vantaggio.

DI TACCHIO 5: quando un calciatore mette in campo l’abnegazione e la grinta dell’ex irpino, dispiace sempre esprimere severità di giudizio. Però la partita del volitivo centrocampista granata è ricca di errori tattici, con Machach che gli sfugge via troppe volte alle spalle e in dribbling. Anche in fase di raddoppio sulla punta avversaria che gioca spalle alla porta non è irreprensibile (vedi Riviere). In fase di costruzione esprime il solito compitino non sempre ordinato.

DZICZEK 6: la coesistenza con Di Tacchio continua ad essere problematica, anche perché il virgulto polacco non sembra trovarsi a suo agio nel ruolo di mezzala. Ed allora, mostrando intelligenza ed umiltà, si limita ad essere essenziale nel cucire il gioco ed attento in fase difensiva. Al suo attivo un buon passaggio per Gondo, leggermente lungo, ed una chiusura difensiva che evita problemi seri alla retroguardia granata.

KIYINE 5: quando riceve palla le sue movenze ti fanno quasi presagire che stai per assistere alla giocata dell’anno, ma un attimo dopo avverti solo tanta irritazione per gli inutili ed imprecisi cambi di gioco che gli vedi fare, per i tocchi leziosi preferiti alla concretezza e per le distrazioni difensive che consentono agli avversari di fuggir via facilmente sulla sua corsia.

GONDO 6,5: ad inizio gara si costruisce dal nulla una buona occasione per timbrare il cartellino, ma sparacchia a lato. Però la sua partita è molto dinamica e generosa, al punto da farlo entrare in quasi tutte le azioni offensive create dalla squadra. E’ suo il perfetto passaggio che lancia Djuric verso la porta di Perina, ma il bosniaco spreca da ottima posizione. L’ex attaccante del Rieti resta acceso, si affida alla sua cattiveria agonistica e recupera il pallone che permette a Lombardi di lanciarsi alla ricerca del pareggio. Infine è sua la sponda che permette ad Akpro di incunearsi tra le maglie rossoblù e trafiggere Perina. Nel secondo tempo spazia a tutto campo, riceve e restituisce botte, fa respirare la squadra guadagnando diverse punizioni.

DJURIC 6: indomito lottatore, sgomita su ogni azione che si sviluppa nella trequarti calabrese, stacca e spizza palloni che consentono alla squadra di allungarsi, oltre a guadagnare molte punizioni. Mezzo voto in meno perché non entra in nessuna delle azioni decisive, al contrario del compagno di reparto, e sbaglia un gol abbastanza agevole scegliendo la soluzione meno opportuna.

VENTURA 6,5: le prestazioni di alcuni singoli, Lombardi ed Akpro su tutti, consentono di mascherare gli evidenti limiti del suo 3-5-2 che a volte appare troppo scolastico in fase di non possesso e leggero nella copertura del campo. Però la squadra lo segue, è più continua sul piano caratteriale e mentale, nonostante qualche errore difensivo, individuale e strutturale, che continua ad inquietarlo. Un passo indietro rispetto alla spumeggiante prestazione di Pescara, ma era importante vincere per nobilitare ulteriormente la classifica.