Presidente De Luca smentito dal Consiglio Superiore di Sanità

Domenica 20 dicembre. In diretta su Rai3 sta andando in onda il programma di approfondimento Che Tempo Che Fa, condotto da Fabio Fazio.

In collegamento video c’è Franco Locatelli, l’attuale presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che sta discutendo col conduttore delle ultime notizie riguardanti lo stato della pandemia da Covid-19, a partire dalla nuova variante del virus scoperta nel Regno Unito e che sta già circolando in diversi paesi europei, fino alla campagna vaccinale ormai prossima.

Ed è proprio sui vaccini che Fabio Fazio rivolge una domanda al dott. Locatelli mostrando una foto della testata giornalistica ADNKronos riportante il titolo: Vaccino Covid, De Luca: “Impressione che si apra un mercato nero”. L’articolo riporta una delle tante esternazioni critiche del presidente della regione Campania sulla gestione del governo centrale, anche riguardo la campagna vaccinale anti-Covid ormai alle porte.

Un fotogramma estratto dalla diretta del 20 dic 2020.

Alle parole di De Luca riportate a voce anche da Fabio Fazio, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità inizia a scuotere la testa mostrando tutta la sua contrarietà e prendendo parola sostiene in merito alle affermazioni di De Luca:

<<Assolutamente no perché il vaccino sarà reso disponibile per tutte le persone che vorranno vaccinarsi e in maniera assolutamente gratuita. Va detto a chiarissime lettere e vanno smentite subito interpretazioni di questo tipo>>.

Il dott. Locatelli aggiunge che:
<<La vera e propria campagna vaccinale partirà nella prima settimana di gennaio 2021, che sarà articolata in base alla prima tipologia di vaccino che si rende disponibile. Le Regioni hanno già identificato insieme al Ministero e alla struttura commissariale 300 punti in cui si partirà con l’immunizzazione prima del personale sanitario, poi di chi opera nelle RSA e di chi è ospitato nelle RSA.
Tutto questo significa iniziare a proteggere innanzitutto chi è più esposto perché opera in prima linea, quanto i cittadini che si rivolgono e interfacciano con gli operatori sanitari. Ma anche di proteggere i soggetti più a rischio di complicazioni o degenerazioni anche fatali della malattia.>>