Paghe misere e precarietà imperante, l’Altra Giunta si batte per una Commissione sul lavoro giovanile

Hanno stimato una paga media di appena tre euro, per un salario medio di appena 400-500 euro mensili maturati nell’arco di ben 48 ore settimanali, con impegni anche durante i giorni festivi. E’ l’orrenda fotografia dello sfruttamento che investe principalmente il terziario a Salerno, e dunque camerieri/e, commessi/e, fattorini/e, cassieri/e, baristi/e e tante altre le figure lavorative prevalenti sul territorio. Il collettivo DOVE VAI, che nell’ultimo anno si è occupato di narrare le esperienze degli emigrati salernitani, ha presentato con L’altra Giunta e con il consigliere d’opposizione di Salerno di Tutti, Gianpaolo Lambiase, una delibera sul lavoro nero per l’istituzione di una Commissione inter-istituzionale sul lavoro giovanile da approvare al Comune di Salerno. Un’iniziativa per indagare le condizioni di una generazione che se non emigra è costretta a lavori saltuari, sottopagati, a nero e totalmente precari, specialmente nel settore del commercio e del turismo, divenuti ormai modelli unici di sviluppo del territorio.
La proposta si pone come obiettivo la ricerca di soluzioni per costruire stabilità e sicurezza economica e di vita alla marea di giovani che, in condizioni di sfruttamento, reggono il commercio e garantiscono introiti ai locali.

Il collettivo DovevaiSalerno negli ultimi mesi ha raccontato le storie di tante e tanti emigranti salernitani, indagando le condizioni lavorative di ragazzi compresi tra i 18 ed i 35 anni rimasti a vivere in città. Occupazioni legate principalmente al settore della ristorazione e del commercio, retribuite male e quasi sempre a nero. La morsa della precarietà, che non ha conosciuto ancora tentativi reali di contrasto.

Nella delibera si propone di mettere in essere strumenti aggiuntivi di contrasto al lavoro nero e, in particolare, si promuove la modifica del Regolamento di assegnazione e revoca del permesso di installazione Dehors che vincoli l’attivazione e l’estinzione dello stesso a regolarità nell’inquadramento contrattuale dei lavoratori dipendenti dell’attività commerciale in questione.