“Oltre il Covid”: il Caciocavallo per resistere alla pandemia

Una storia di mestieri, di singole realtà e di umanità operosa. L’arte del reinventarsi attraverso esperienze nuove e suggestive. Talvolta, anche bizzarre. Dall’adozione di galline al ristorante sull’albero, fino al caciocavallo: uno spaccato dell’Italia creativa, impegnata generosa, ingegnosa, solidale, che ha cercato, riuscendoci, di rimanere a galla. “Oltre il Covid: 365 idee per superare la crisi” della giornalista ligure Paola Scarsi, edito da Erga Edizioni, è un libro positivo che racconta 365 imprese e le loro idee, tutte concretizzate, per superare la crisi causata dalla pandemia. La capacità innata di far fronte alle difficoltà e di superarle in maniera semplice, singolare, innovativa. Un modo di raccontare e di offrire voce alla creatività che alberga quando ciò che è sempre apparso riconoscibile rimane impigliato nella durezza di tempi tragici. La raccolta di esperienze diventerà anche una pagina Facebook e un sito per proseguire sulla strada del racconto e delle idee innovative.

Parte integrante della pubblicazione è l’esperienza dei Caciobond, i caciocavalli con latte di bufala “paghi oggi e mangi tra due anni” di Coldiretti Salerno e Caseificio Morese. Una sorta di pagamento anticipato in grado di sostenere economicamente il settore bufalino, nei primi mesi dell’anno alle prese con una forte crisi della domanda. Per produrre il Caciobond da 11 chilogrammi occorrono 60 litri di latte di bufala e due anni di stagionatura. Il cacio ha riscosso già un notevole successo: molte coppie lo hanno prenotato per i matrimoni, in molti casi rinviati al 2022, come simbolo di “buon augurio”. L’idea del Caciobond, cui parte del ricavato è stato devoluto all’ospedale Cotugno di Napoli, è stata presa ad esempio di creatività e di ingegno solidale.