Maltempo, danni ingenti agli uliveti Dop del basso Cilento

Olive affogate nel fango, reti per la raccolta distrutte, campi isolati, strade bloccate, alberi caduti, terreni allagati. E’ il bilancio della violenta ondata di maltempo che ha flagellato ieri la zona di Policastro, al limite meridionale della provincia di Salerno, con danni alle coltivazioni e abitazioni invase da fango e detriti. A Santa Marina è esondato il fiume Bussento. Sott’acqua svariati ettari di terreni coltivati in località Orto Conte e Scazzano alla frazione Policastro Bussentino. La strada è tuttora percorribile ma accidentata per la presenza di detriti e rami divelti. Danni si sono registrati anche nel Comune di Ispani alla frazione Capitello. Ritenendo compromesso l’assetto dell’intero territorio, il sindaco di Santa Marina nella giornata di ieri ha chiesto che venga riconosciuto e dichiarato lo stato di emergenza per eventi naturali al fine di attivare tutte le procedure di protezione civile che tale stato richiede. La perturbazione si è abbattuta sulle campagne dove è in pieno svolgimento una raccolta di olive che già registra un calo del 12% della produzione in Campania.

Il 2020 si classifica fino ad ora come il quinto più bollente mai registrato in Italia dal 1800, con una temperatura di quasi un grado (+0,91 gradi) più elevata della media storica secondo i dati Isac Cnr relativi ai primi dieci mesi dell’anno. Il moltiplicarsi di eventi estremi è la conseguenza dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. A questa situazione, sostiene la Coldiretti, non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari.