LIVORNO-SALERNITANA: L’ANALISI DEL MATCH

Dopo venti minuti amorfi, ricalcanti l’atteggiamento passivo già esibito nel precedente match casalingo contro il Chievo, la Salernitana incassa il gol ed entra tardivamente nel match, che condurrà con discreta padronanza fino al triplice fischio di chiusura, pur continuando a concedere pericolose ripartenze agli avversari. Il risultato di parità sarebbe stato probabilmente quello più giusto, ma non è il caso di essere sprezzanti nei confronti degli occhi di riguardo che la sorte sta riservando al gruppo di Giampiero Ventura (immeritati anche i successi di Cosenza e Trapani). La squadra ci prova sempre, questo bisogna sottolinearlo, anche se il lavoro da fare, soprattutto sul piano tattico e del consolidamento di un’identità di gioco ben definita, resta corposo. Il tempo però gioca a favore del tecnico granata, il quale sta conducendo ottimamente la sua creatura, nonostante la lunga lista d’infortunati ed alcune oggettive carenze presenti in organico.Breda dimostra immediatamente di conoscere il modo per creare difficoltà alla Salernitana. Il suo copione tattico prevede Marras nei panni di trequartista che abbandona la fascia destra per entrare nel campo e spostarsi nella zona in cui agiscono Porcini e Marsura. L’obiettivo è creare superiorità numerica nella fetta di campo granata (occupata da Maistro e Cicerelli) ritenuta meno affidabile sul piano difensivo.

Difficoltà granata acuite dalla posizione avanzata assunta da almeno uno dei due mediani labronici (Luci e Agazzi), i quali a turno si riversano nella metà campo salernitana, lasciando il palleggio ai difensori. Di Tacchio, poco supportato dalle scarse propensioni difensive dei colleghi di reparto e da una linea difensiva troppo bassa, fatica ad arginare il gioco tra le linee effettuato da Marras, Marsura e di Agazzi. Se l’ex irpino esce su quest’ultimo, alle sue spalle si muove indisturbato Marras.

Il problema tattico è quello di sempre: un 5-3-2 piatto, privo di pressione sui facitori di gioco rivali, con distanze ampie tra le tre linee, nelle quali gli avversari trovano puntualmente agibilità. I primi venti minuti sembrano scrivere una sentenza inappellabile: il gol dei locali non tarderà ad arrivare. Perché la Salernitana non riesce a coprire il campo come dovrebbe e spesso risulta sfaldata. La testimonianza di queste criticità emerge chiaramente in occasione del primo gol toscano, con Firenze e Lopez posizionati alti sulla fascia sinistra e Jaroszinki e l’intera linea difensiva che non accorciano, lasciando un’autentica prateria che viene sfruttata dall’inserimento di Del Prato da cui scaturisce la rete del vantaggio siglata da Marsura. Subito il gol, la Salernitana deve necessariamente abbandonare la sua strategia conservativa e provare ad essere propositiva. Ventura inverte la posizione dei due interni (Maistro e Firenze) e chiede loro maggiore intraprendenza. Contestualmente ordina alla linea difensiva di essere più aggressiva, agli esterni intermedi di proporsi con maggiore coraggio ed alle punte di alternare il venire incontro alla palla e la ricerca della profondità.

La partita ritorna sui binari dell’equilibrio, con le due catene granata (Cicerelli-Firenze e Lopez-Maistro) più attive in fase di possesso. Gli interni alternano incursioni laterali e posizionamenti tra le linee che liberano porzioni di campo alle iniziative di Cicerelli a destra e Lopez a sinistra. Da un traversone di Lopez arriva la ghiotta opportunità per Djuric, il cui tiro viene respinto sulla linea dal provvidenziale intervento di Porcino. Pochi minuti ed è ancora Lopez ad accentrarsi per servire un invitante pallone a Firenze, la cui conclusione trova lo stinco di un difensore di casa.

L’arrembaggio della Salernitana non è però supportato dalle preventive coperture difensive da realizzare sulle ripartenze dei calciatori di casa: Marras, Marsura e Porcino rischiano di chiudere anzitempo il match, ma Micai si fa trovare pronto, mentre il colpo di testa di Raicevic termina di poco a lato.

La dea bendata però giunge in soccorso dei granata, offrendo agli uomini di Ventura la confusione del reparto difensivo toscano. Zima non blocca un facile pallone che termina sul piede di Firenze, il cui tiro trova la provvidenziale spaccata di Raicevic, ma sugli sviluppi dell’azione arriva il perfetto cross di Cicerelli per il chirurgico colpo di testa di Migliorini che non lascia scampo all’incerto portierone ceco. Pochi secondi dopo l’arbitro decreta la fine del primo tempo.

Rivitalizzata dal pari, la Salernitana si ripresenta in campo con il piglio della grande squadra, intenzionata a far sua l’intera posta in palio. I granata insistono in avanti a pieno organico, Maistro e Firenze giocano da attaccanti aggiunti, dettando il passaggio per vie laterali e fraseggiando tra le linee ed alle spalle delle due punte. Firenze è letteralmente trasformato: distribuisce gioco, affonda sulla corsia destra, agisce da protagonista tra le linee (di poco a lato un suo tiro di collo interno) e pesca con un lancio di quaranta metri Giannetti, che è bravo a scattare e ad eludere la marcatura avversaria prima di calciare in porta e trovare la respinta di Zima. Più arcigni e mobili sono anche gli attaccanti granata, i quali danno vita ad una combinazione assai efficace, con Giannetti che serve un ottimo assist per Djuric, sul quale arriva l’intervento scomposto di Porcino che, incredibilmente, non trova la concessione del rigore da parte del direttore di gara.

Il Livorno soffre l’intraprendenza collettiva dei granata, ma riesce sempre a rendersi pericoloso quando riparte di rimessa, con Marras e Marsura che continuano ad imperversare nello spazio. Micai oppone la punta del piede sull’ex ala del Pescara, prima di esprimere scarso tempismo ed eccessiva titubanza, alla pari di Jaroszinski, sull’azione che consente ai padroni di casa di riportarsi in vantaggio.

I granata non si scompongono e ritornano a premere, guadagnando un corner sul quale è bravo Giannetti a spizzare il pallone che carambola sul corpo di Di Gennaro e beffa Zima.

La partita è vibrante, perché i granata sembrano avere più argomenti in fase di costruzione, ma il Livorno risulta sistematicamente pericoloso quando riparte con le accelerazioni di Marras e Marsura. Due occasioni limpide per i toscani: sulla prima, Raicevic fallisce da pochi passi il perfetto assist di Marsura; sulla seconda, approfittando dell’incertezza di Di Tacchio in uscita, Marsura trova pronto Micai che si supera con un balzo felino.

Le squadre, seppur stanche, sono adrenaliniche e desiderose di conquistare l’intera posta in palio. In questo senso, pertanto, appaiono discutibili i tre cambi operati dai due tecnici (Odjer per Firenze; Stoian per Marras e Braken per Raicevic). Infatti la partita si spegne gradualmente, perché Odjer non riesce a garantire la stessa qualità offensiva di Firenze, Stoian ha la gamba ma non gli spunti di Marras, mentre Braken è generoso ma non regge il confronto con la fisicità possente garantita da Raicevic.

In precedenza era uscito Luci – a rischio doppio giallo dopo un intervento su Maistro –  con il giovane collega D’Angelo chiamato a surrogarlo. Pochi minuti in campo per l’ex centrocampista della Sicula Leonzio, costretto ad abbandonare per un infortunio muscolare. La Salernitana incassa la superiorità numerica, guarda il cronometro e comprende di avere una decina di minuti a disposizione (compreso il recupero) per provare a vincere la partita. Convinzione che sollecita l’ennesima incursione a sinistra di Lopez, il cui perfetto traversone trova la testata vincente di Djuric, il quale però ringrazia anche l’ennesima titubanza serale di Zima.

Partita finita? Niente affatto, perché la Salernitana, che intanto sostituisce lo stremato Cicerelli con Kalombo, dimostra una volta di più che è una squadra nata per fare gioco e non per difendersi. I granata regalano agli avversari due opportunità importanti, innanzitutto con Karo che svirgola il pallone e rischia di compromettere la sua positiva prestazione, ma il cross di Marsura viene in qualche modo intercettato nei pressi della porta di Micai. Ancora più incomprensibile l’azione concessa nel finale allo stesso Marsura, con Odjer che non va in raddoppio a sostegno di Kalombo, il quale viene puntato e superato agevolmente dal forte esterno amaranto.

Dopo ben sette minuti di recupero, l’arbitro fischia la sospirata fine del match, con i calciatori granata che liberano la gioia per il secondo posto virtuale (stasera l’Ascoli gioca a Cremona) festeggiando nei pressi del settore occupato dai felicissimi tifosi granata.