La speranza della mascherina

Da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Tokyo emerge che le mascherine, anche quelle di cotone, sarebbero in grado di bloccare le particelle di coronavirus disperse nell’aria, anche quando non si mantiene la distanza di sicurezza. E lo stesso è stato possibile indicare per le mascherine professionali che hanno sì una capacità protettiva, ma non totale.

Più bassa è la quantità di virus che riceviamo al momento del contagio, meno gravi potranno essere i sintomi della malattia. Una tesi ribadita a sostegno dell’utilizzo della mascherina, dell’igiene frequente delle mani e del distanziamento fisico e dimostrata per la SARS e la MERS, ma solo supposta finora per quanto riguarda il nuovo Coronavirus. A supportarla scientificamente arriva però uno studio dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), appena pubblicato su Clinical Microbiology and Infection. Quella realizzata dal team di ricerca del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali e microbiologia, diretto dal professor Zeno Bisoffi, è un’analisi retrospettiva sui 373 pazienti che hanno avuto accesso al Pronto Soccorso dal 1 marzo al 31 maggio. L’obiettivo era quello di verificare se la diminuzione della carica virale avesse influito non solo sul numero assoluto di pazienti Covid che si sono rivolti al Pronto Soccorso, ma anche sulla gravità della malattia.

La ricerca ha dimostrato che l’utilizzo di mascherine e distanziamento abbassa di mille volte la carica virale del SarsCov2.  Da marzo a maggio i ricercatori hanno infatti rilevato con l’analisi molecolare sui tamponi naso-faringei una quantità di virus anche mille volte inferiore. La conferma che una bassa carica virale corrisponde a una malattia meno grave.

Lo scenario, drammatico per il Paese, di un nuovo lockdown generalizzato, secondo gli esperti può essere evitato osservando rigorosamente queste restrizioni. Che giustificano la cautela e l’attendismo del premier Conte, ostile all’adozione di misure drastiche: il Comitato Tecnico-Scientifico prevede entro il 27 di ottobre, sui dati relativi al contagio, l’effetto benefico dell’utilizzo generalizzato delle mascherine e delle misure più stringenti sul distanziamento sociale. Che, occorre specificarlo, potrebbe soltanto posticipare provvedimenti più rigorosi. La curva del contagio non ammette illusioni.