La Brigata, unità di Strada

Adam è un ragazzo di origini nigeriane con un passato problematico. Nel suo viaggio verso l’Italia, per sfuggire alla povertà, passando per la Libia è stato fisicamente torturato. Oggi Adam presenta evidenti ferite corporee ma soprattutto traumi psicologici. Una mattina è stato sorpreso completamente nudo, in via Generale Clark, mentre si lavava ad una fontanella, in piena estate, in piena città.
E’ stato così condotto a Bari, in alcuni centri di detenzione in cui le condizioni sono invivibili, per l’avvio delle pratiche per il rimpatrio. Adam sarebbe stato rimandato nel suo paese dove molto probabilmente sarebbe stato nuovamente torturato.
Grazie alle varie associazioni di volontariato presenti a Salerno, tra cui Venite Libenter capitanata da Rossano Braca, che si sono immediatamente attivate, Adam è riuscito a tornare a Salerno.



La storia di Adam è diventata l’emblema della realtà della strada. Una realtà che di certo non ha lasciato indifferenti i ragazzi Della Brigata che da circa un anno sono attivamente presenti tra le strade e i dormitori della città.

La Brigata-unità di strada, nasce come idea in seguito ai sequestri di cartoni e coperte da parte dei vigili urbani negli anni precedenti, che ha spinto i ragazzi a riflettere sulle condizioni dei senzatetto, fatte non solo di povertà, ma soprattutto di solitudine,  mancanza di condivisione, mancanza di una semplice pacca sulla spalla e un abbraccio di conforto.

Il 9 gennaio 2019 l’idea viene trasformata in realtà, i ragazzi si incontrano presso il Circolo Arci Marea, per la loro prima riunione pratica, atta ad organizzare il soccorso ai senza fissa dimora per far fronte al freddo che avanza, supportati soprattutto dall’Associazione Venite Libenter e coadiuvati da Rossano Braca.

Lo stesso Rossano Braca, ha segnalato l’assenza della consegna durante il sabato, sia da parte di associazioni che da parte di gruppi informali.
Il sabato 12 gennaio, quindi, La Brigata scende per la prima volta in strada, iniziando un percorso che neanche loro avrebbero potuto immaginare dove li avrebbe portati.

“Non vogliamo limitarci alla consegna sterile di pasti – ha dichiarato Alessia Calabrese, membro della Brigata-  è bello aiutare non soltanto da un punto di vista alimentare ma anche da un punto di vista umano. Entrare, per quanto possibile, nella vita dell’altro e cercare anche soltanto con le parole di migliorare la loro giornata’’.

Non si tratta quindi di semplice aiuto materiale, ma soprattutto di momenti di unione e condivisione tra i volontari e i senzatetto.  Di settimana in settimana, infatti, hanno instaurato dei rapporti basati principalmente sulla fiducia, molto spesso assente a causa della diffidenza da parte di chi è costretto a vivere delle realtà così complesse. I ragazzi della Brigata però sono andati oltre, riuscendo ad entrare in contatto anche con le difficoltà e le problematiche più nascoste di queste persone.

E’ il caso di un giovane di origini rumene, con il quale la Brigata ha stretto un profondo rapporto di amicizia, facilitato anche dalla piena conoscenza della lingua italiana da parte del ragazzo.

“Durante una delle tappe fisse del sabato sera, alla Chiesa Santa Maria ad Martyres, una delle tappe più attese, ci ritroviamo spesso con un gruppo di ragazzi rumeni, con cui ci fermiamo a chiacchierare. Uno di questi ragazzi -racconta Alessia Calabrese- tempo fa ci ha chiesto, aprendosi completamente, di aiutarlo con il suo problema con il gioco. Il fatto che si fosse aperto con noi, raccontandoci un fatto così personale, è stato inaspettato ma sicuramente un grande passo in avanti’’.

L’iniziativa della Brigata  oggi conta circa cinquanta volontari, di differenti fasce di età, che di settimana in settimana si alternano in gruppi di quindici persone autofinanziandosi per sostenere la spesa alimentare. “Ci incontriamo una volta al mese circa– racconta Matteo Zagaria, volontario della Brigata- per programmare il mese successivo, attraverso un calendario, ogni sabato c’è chi cucina per la strada e chi invece per i dormitori. Ci sono dei dormitori, infatti, che durante i mesi di freddo, da novembre ad aprile, rimanendo aperti di notte, pur non facendo h24, offrono una soluzione a chi vive in strada, per dormire al caldo, per fare una doccia e per avere un letto e grazie al nostro contributo per avere un pasto’’.  

La vita di strada vede differenti matrici e differenti motivazioni, non soltanto problemi economici e finanziari, ma anche familiari e sociali. “Ci troviamo con persone, anche salernitane, che per un motivo o per un altro, per motivi finanziari, perdita di lavoro, o anche problemi familiari, come una separazione nel caso di chi è sposato, si trovano a vivere in strada per necessità- racconta Matteo Zagaria- ma c’è anche chi lo fa per scelta, i cosiddetti Clochard, figura precisa di una persona che decide di vivere in questo modo. E’ sicuramente una minoranza, circa due o tre persone a Salerno, questa decisione può essere interpretata come un modo di ribellarsi, rispondendo in questa maniera ai problemi familiari o sociali’’.

La realtà della strada, del troppo freddo invernale e del troppo caldo estivo, accomuna circa cento senza tetto, tra dormitori e strada, nella città di Salerno. Una piccola percentuale che tuttavia non sembra interessare chi di dovere. “La Salerno delle persone è pronta a questo tipo di attività, le persone sono sempre pronte a dare, per differenti motivi, alle volte anche per egoismo. Mentre invece la Salerno Istituzione-spiega Matteo Zagaria- tende a nascondere la povertà. Si tende a far finta che ciò non esiste, anche da parte di chi dovrebbe invece essere un esempio come l’amministrazione comunale. Facendo in modo che ad occuparsi di queste problematiche sia la chiesa o dei ragazzi come noi che si autotassano, si tratta quindi di spontaneismo personale e non di decisione politica’’.


Il progetto della Brigata è destinato a crescere nel tempo, attraverso alcune iniziative di reinserimento, come ad esempio dei laboratori. Per il momento si continua a portare ogni sabato sera aiuti materiali ma soprattutto umani a chi si trova in situazioni difficili. Tale iniziativa diventa per i ragazzi della Brigata anche un’occasione di aggregazione, una piacevole serata da trascorrere in compagnia di chi inaspettatamente può regalare momenti preziosi.