ITALIA IN QUARANTENA. SI FERMA LO SPORT, SCUOLE CHIUSE, SPOSTAMENTI VIETATI: LE MISURE DEL GOVERNO

Adesso nulla sarà come prima. Ci sarà un’Italia precedente all’emergenza e un’Italia che la supererà, affrontandola con tutti gli strumenti a disposizione. Il primo, l’unico, il più efficace contro il virus, il Presidente del Consiglio lo sintetizza con un hastag, #iorestoacasa. Una conferenza stampa drammatica, proprio mentre l’Italia si apprestava a riabbracciare il Commissario più amato della tv. Il premier Conte, in seguito all’escalation di contagi delle ultime ore (oltre mille) ha annunciato l’estensione delle norme restrittive all’intera penisola: “Annuncio una nuova decisione che si fonda su un presupposto: siamo consapevoli di quanto sia difficile cambiare le abitudini. Capisco le famiglie, i giovani che riempiono i bar gustando aperitivi e momenti di socialità. Non c’è tempo, i numeri dicono che abbiamo una crescita di contagi e delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate e ora dobbiamo rinunciare a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se collaboreranno tutti. Misure più stringenti per frenare l’avanzata del Covid-19 e tutelare la salute dei cittadini. Cercheremo di tutelare anche altri interessi, ma se la salute pubblica viene messa a repentaglio siamo costretti. #iorestoacasa non ci sarà più zona rossa, ci sarà l’Italia zona protetta. Da evitare gli spostamenti a meno che non siano motivati ragioni di lavoro necessità salute. Aggiungiamo un divieto degli assembramenti all’aperto. Non ci possiamo permettere queste occasioni di aggregazione. Non è facile, sono pienamente consapevole della gravità di queste misure. Viviamo in un sistema in cui garantiamo la sanità a tutti, pilastro del nostro sistema di civiltà non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Abbiamo una grande responsabilità noi cittadini e tutto il personale sanitario dobbiamo pensare alla loro salute, la decisione è restare a casa. Il futuro è nelle nostre mani, tutti devono fare la propria parte. Abbiamo deciso di estendere decreto alle manifestazioni sportive. Queste misure sono nel decreto legge che sto per firmare e che andrà in Gazzetta ufficiale stasera e in vigore domattina”.

Il virus è ancora in fase di espansione e non accenna a rallentare. La crescita dei contagi è costante, la diffusione sul territorio nazionale più ampia di prima. Per alcuni esperti è necessario tenere duro per almeno un mese, termine cruciale per capire il comportamento del coronavirus, per fare i conti e analizzare la tendenza. Anche per gli esperti è difficile stimare un rallentamento. Il Coronavirus è un nemico ancora sconosciuto sul lungo termine. In molti pronosticano però lo stop dei contagi con l’arrivo del caldo. I contagi virali sono più efficienti con il freddo e il clima secco ma l’Oms in merito suggerisce prudenza. In questa fase la parola d’ordine è contenimento. Le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale hanno reso necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi.

L’insistenza degli esperti ha prevalso sulla necessità di non creare ulteriore panico e di non affossare definitivamente settori della vita pubblica ed economica. Negli ultimi giorni il Comitato tecnico scientifico della protezione civile ha evidenziato i rischi degli spostamenti, delle manifestazioni, degli assembramenti. Non avrebbe avuto senso fermare le scuole e lasciare aperto tutto il resto. La situazione è decisamente peggiorata negli ultimi giorni e secondo gli esperti era doveroso intensificare le misure per contenere la diffusione del Covid-19, anche perché, spiegano, nelle zone rosse le misure di contenimento sembrano funzionare. Chiudere tutto eviterà spostamenti incontrollati. Eviterà, innanzitutto, che bombe biologiche come i treni partiti dalle regioni del Nord alla volta del Sud l’altra notte possano compromettere ulteriormente la situazione.

Ma le scelte si sono rivelate obbligate non soltanto per contenere l’espansione del virus ma anche per evitare il collasso del Sistema Sanitario Nazionale. A destare maggiori preoccupazioni sono le condizioni della sanità al Sud, a forte rischio dopo l’aumento dei contagi in Campania e Puglia. Ora, finché i numeri sono bassi, il sistema sanitario nazionale può assistere efficacemente i contagiati. Ma in caso di crescita esponenziale, è evidente che non solo l’Italia ma nessun Paese al mondo potrebbe affrontare una simile situazione d’emergenza in termini di strutture, posti letto e risorse umane richieste.

I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute”. Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico. E’ possibile andare a fare la spesa. Chi si sposta sul territorio può autocertificare le ragioni per cui lo fa ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all’arresto. Una falsa dichiarazione è un reato con previste fino a tre mesi. “Non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”, ha precisato il premier. Sarà possibile l’autocertificazione per la giustificazione degli spostamenti, “ma se ci fosse una autocertificazione non veritiera ci sarebbe un reato”, puntualizza.

Pdf autocertificazione

E’ vietata ogni forma di assembramento anche all’aperto, rimangono chiusi ovunque cinema, teatri, pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Chiusi musei e siti archeologici. Nel weekend anche i centri commerciali, ma è garantita l’apertura di negozi di alimentari e farmacie: si può uscire di casa per fare la spesa. Bar e ristoranti possono rimanere in attività ma solo dalle 6 alle 18: devono garantire, pena sospensione della licenza, la distanza tra i clienti di almeno un metro.

Il decreto prevede la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole del Paese fino al prossimo 3 aprile. Sospesa, sempre fino al 3 aprile, anche la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ferma restando la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie. E i dirigenti scolastici attiveranno, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, con riguardo anche alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Inoltre sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali. Resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico. In tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro.