Il monito degli esperti frena Conte: quarantena verso la proroga di due settimane

La via della responsabilità è quella imboccata dal premier Giuseppe Conte in relazione alle prossime settimane. La proroga del lockdown appare inevitabile alla luce delle considerazioni degli esperti. Il Comitato tecnico-scientifico si è espresso in favore di una proroga delle misure restrittive in tutto il Paese. Sono ancora troppi infatti i rischi legati alla riapertura e la cautela prevale sulle pressioni di Confindustria, tornata alla carica dopo il calo dei contagi registrato negli ultimi giorni.

Non bisogna avere fretta, spiegano gli esperti. Il rischio di vanificare tutti gli sforzi fatti fin qui è elevato, come dimostra anche una relazione dell’Oms, in cui si avverte che non c’è una diminuzione netta dei contagi ma solo un rallentamento e che riaprire tutto e subito sarebbe un’imprudenza colossale.

Conte sa benissimo che ogni mese di chiusura manda in fumo, secondo il Fmi, circa 60 miliardi, conosce ogni singola difficoltà: la tenuta economica e sociale del Paese è imprescindibile quanto la lotta al virus. Ma se riesplode il contagio si rischia il caos, con pesanti ripercussioni sull’ordine pubblico. Uno scenario da scongiurare a tutti i costi, per proiettarsi alla fase 2 con tutti i supporti del caso, garantendo gradualità. “L’allentamento delle misure restrittive deve essere fatto gradualmente, ma probabilmente, se gli scienziati lo confermeranno, è possibile che in Italia entro la fine di questo mese le misure possano essere revocate”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista rlasciata alla Bbc.

La maggioranza di governo, con l’unica voce contraria dei renziani, sarebbe pronta a prorogare le misure restrittive per altre due settimane dalla scadenza del 13 aprile. Le ultime, se la curva dei contagi continua a scendere. Per il momento è prevista solo la riapertura di qualche azienda (agroalimentare, farmaceutica e meccanica) a supporto delle filiere essenziali.