Il governatore all’attacco. Ma Anaao: “Sistema al collasso, Campania non era pronta”

Ne ha per tutti Vincenzo De Luca nel corso dell’ormai consueta diretta facebook del venerdì. Contro De Magistris (“un’autentica nullità”) che proprio nelle scorse ore aveva chiesto un incontro urgente con la Regione Campania per discutere di una situazione che sta sfuggendo di mano, all’indirizzo della ministra dell’Istruzione Azzolina (“ripete a pappagallo frasi fatte”), e soprattutto nei confronti del Governo centrale, colpevole, secondo il governatore, di essere troppo refrattario nel considerare ipotesi di chiusura decisamente più drastiche, invocate a gran voce da De Luca già da una decina di giorni. “Da Roma hanno sottovalutato la gravità dell’epidemia, si è perso tempo prezioso e si è accumulato migliaia di contagi, che portano al collasso il sistema ospedaliero del Paese. – ha tuonato il governatore – Il Governo non ha preparato un piano di aiuti economici alle categorie. La situazione si è enormemente aggravata per i ritardi del governo. Nessuno si permetta di adottare misure mezze per il lockdown. Le sole misure efficaci sono di carattere nazionale, ci sono regioni che hanno una percentuale di contagi superiore a quella di Napoli. Ogni ora perduta sono migliaia di contagi in più”

Ma secondo il sindacato più rappresentativo dei medici e dirigenti sanitari del Servizio Sanitario Nazionale, la Campania era in forte ritardo già da settimane e questo giustificherebbe la situazione grave in cui versano le strutture sanitarie dell’intera regione. “Si è perso tempo – sottolinea Bencivenga, segretario regionale Anaao-Assomed Campania non c’è stata un’organizzazione della rete ospedaliera Covid e non Covid, il territorio non è stato organizzato e non sappiamo quante Usca sono state attivate. Il sistema sta collassando, non eravamo pronti. Forse speravano che questa seconda ondata non ci sarebbe mai stata”. Quella relativa alle carenze nelle cure domiciliari è una delle principali mancanze. “Non riusciamo a curare a domicilio i sintomatici postivi. Mancando questo filtro, poi, si intasa pure il pronto soccorso, con tutte le conseguenze del caso per le persone con patologie diverse dal Covid”.

Queste problematiche, unite al blocco di tutte le attività di ricovero ospedaliero ad eccezione di quelle considerate non procrastinabili, causa l’impossibilità, per la rete del sistema sanitario, di garantire lo spazio di cure per le altre malattie. “Il personale scarseggia anche a causa del fatto che scontiamo le carenze di un lungo commissariamento della sanità. – prosegue Bencivenga – Oggi i bandi vanno deserti e non solo per il reclutamento di anestesisti, ma anche, ad esempio, di pneumologi”.