Il caso della messa a porte aperte a Laureana Cilento

Secondo Matteo Salvini “la scienza non basta” e, almeno per Pasqua, bisognerebbe riaprire le chiese “in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura”. Le dichiarazioni del leader della Lega non sono state accolte nel migliore dei modi dall’opinione pubblica. Eppure c’è chi, fregandosene o non avendo ancora compreso a pieno l’importanza delle disposizioni di governo per arginare il contagio da Covid-19, ha deciso, durante la domenica delle Palme, di aprire davvero le porte delle chiese per celebrare messa con tanto di fedeli e in diretta Facebook.

Siamo a Laureana Cilento, nella parrocchia Santa Maria Paradiso. Un post del 4 aprile, su Facebook, assicura a tutti i fedeli che la messa dell’indomani sarebbe potuta essere seguita in diretta streaming, direttamente dalla pagina della parrocchia. E, infatti, alle 17.00 del 5 aprile ecco il collegamento dall’interno della chiesa. L’altare, le due postazioni con leggio e microfoni e il prete, Don Giovanni Di Napoli, con l’abito della ricorrenza religiosa. Tutto sembra essere pronto per la funzione, i fedeli sotto i post ringraziano.

Eppure, ad un certo punto della diretta ecco che alcuni fedeli si alternano nelle letture come fosse una domenica qualsiasi e non fossimo in piena emergenza sanitaria. Leggono dalle stesse postazioni, utilizzano gli stessi microfoni e non portano né mascherine, né guanti. Come è possibile? E sono anche in diretta Facebook, dunque, chiunque può collegarsi e vedere cosa sta accadendo.

Dopo circa un’ora di diretta – la funzione è quasi conclusa – Don Giovanni “spezza il pane” e “beve il vino” e si avvicina ai fedeli in fila per prendere la comunione. Almeno una decina di persone si alternano davanti al prete per prendere l’ostia dalle sue mani, senza guanti, senza neanche mantenere le distanze di sicurezza.

La scena lascia interdetti. E anche se tra i commenti non si scorgono particolari reazioni di indignazione, a molti altri questo episodio farebbe indignare tanto. Il rischio è alto, nel Cilento ci sono stati numerosi casi di Coronavirus e alcuni focolai del virus si trovano proprio nel Vallo di Diano.

Ora, la domanda che sorge spontanea è questa: come è possibile che si verifichino, ancora, situazioni del genere? Chi dovrebbe controllare e assicurarsi che ciò non accada?

Abbiamo contattato il Sindaco di Laureana Cilento, Angelo Serra, per chiedere spiegazioni e delucidazioni sull’accaduto. Non appena arriverà la sua risposta la condivideremo con i nostri lettori.