I social che uniscono: un terrone a Milano

Il divario tra settentrione e mezzogiorno italiano è un tema vecchio probabilmente quanto il paese stesso. A più di 150 anni dall’Unità d’Italia questa disparità sembra essere ancora così pesante al punto di qualificare il paese come diviso in due. Aldilà dell’aspetto economico, della questione culturale, dei motivi storici o geografici, quella che oggi vogliamo fornirvi è una visione di chi parla di possibilità e del divario come “una soluzione per potersi realizzare“.

Anche il tema della “fuga di cervelli” non è di certo una novità: ormai si assiste continuamente all’emigrazione di giovani laureati verso altri paesi a causa della mancata opportunità lavorativa. Non sempre serve però spostarsi troppo oltre i confini, c’è chi semplicemente si sposta “a nord del Paese” per rincorrere i propri sogni e realizzarli.

Ad affrontare queste due questioni, molto correlate tra loro, si è trovato unterroneamilano nome di una pagina Instagram e Facebook dietro il quale si cela Stefano Maiolica, 25enne di Salerno, il classico fuori-sede trasferitosi dal sud a Milano da circa 3 anni per completare al nord il suo percorso di studi in Psicologia Sociale e della Comunicazione.

… sono arrivato a Milano senza soldi, senza una casa ma con una valigia piena di cibo, vestiti e sogni da realizzare. Durante i primi periodi ho dovuto affrontare le classiche difficoltà che poi ho scoperto che tutti affrontiamo quando arriviamo a Milano” ci racconta, motivo per il quale ha deciso di servirsi degli strumenti che oggi i social network offrono per creare una community in grado di “far sentire a casa” tutti i terroni e – perché no – provare a guardare il lato bello e positivo di questo tanto chiacchierato divario Nord-Sud, spezzando ogni tipo di stereotipo negativo che va a crearsi intorno al fenomeno.

Una community che oggi conta 11mila followers, nata perché Stefano ci confida di aver sentito “un enorme bisogno di incoraggiarsi a vicenda, di condivisione delle proprie esperienze e di unione che, in una città come Milano, non è semplice creare”. Unione e relazione, dunque, sono alla base dell’idea di Stefano.

“Per la mia grande necessità di esprimermi e di comunicare ho aperto questa pagina e ho iniziato a raccontare la mia vita a Milano – ci ha raccontato Stefano – consigliando i ristoranti in cui mangiare del buon cibo “come quello di giù”, scrivo e racconto le mie esperienze e di come ho affrontato gli ostacoli di questa città“.

Di terroni a Milano ce ne sono tanti, ma ciò che emerge di Stefano è proprio la sua semplicità, voglia di fare e di costruire che unisce una piccola parte di un paese che sembra spaccato partendo proprio dai giovani che sono la macchina del futuro perchè “siamo tutti italiani” dice.

Il seguito che ha riscontrato con questa sua iniziativa è stato del tutto inaspettato ma tanto desiderato, sembra essere diventato il punto di riferimento non solo del fuori-sede del sud che si trova catapultato a Milano ma anche di milanesi DOC che lo seguono per vedere la città attraverso i suoi occhi.

Ma se i social sono stati lo strumento, il fine è stato quello di riuscire a trasportare il digitale nel reale, far interagire queste persone non solo mediante lo schermo dello smartphone; ma come avrà fatto a farle incontrare?

Ecco che nasce l’idea di una “ScampagnaTAM” (TAM è la sigla di Terroni a Milano).

Una scampagnata a Parco Sempione, il cuore di Milano, aperta a tutti quelli che hanno voglia di mangiare, giocare e ridere insieme. Per poterla realizzare ho unito le persone che hanno bisogno di socializzare e stare bene insieme e i ristoratori che hanno bisogno di far conoscere i propri prodotti. Così si è tenuta la prima ScampagnaTAM alla quale hanno partecipato circa 250 persone e il cibo è stato gentilmente offerto dai partner.

Dato il successo e le continue richieste da parte dei suoi followers si è tenuta anche una seconda ScampagnaTAM alla quale hanno partecipato più di 700 persone e ci svela che c’è un altro evento che bolle in pentola per il periodo natalizio: una tombolata mai avvenuta prima a Milano.

E l’aspetto più bello del progetto di Stefano sta proprio nel mettere in contatto le persone e nel creare relazioni. Ci racconta la storia di due ragazzi che si sono conosciuti ad un suo evento e adesso stanno insieme o la storia di un gruppo di persone che non si conoscevano e ora si frequentano quotidianamente.

In fin dei conti se i km e le mentalità dividono, ci sono i social che accorciano le distanze e riescono ad unire e radunare un gran numero di persone con tanta voglia di assomigliarsi.

Insomma, la questione del divario tra settentrione e mezzogiorno presenta varie sfaccettature non del tutto negative come spesso si evince; la storia di Stefano è l’esempio di chi è cresciuto con il calore della classica famiglia del sud che ha ben trasmesso i valori fondamentali della vita, gli stessi valori che l’hanno portato a lasciare tutto e andare non dimenticando le sue radici e senza mai staccare definitivamente il cordone ombelicale anche perchè ogni occasione è buona per “tornare giù”.

Ci saluta dicendo infatti che “andare via dalla mia terra non è stato semplice però l’ho sempre vista come l’unica soluzione per potermi realizzare e temo che sia così per tanti, troppi di noi. Il livello di sfiducia nei confronti di una possibile ripresa del sud è ormai altissimo e risulta quasi impossibile riuscire a immaginarsi un futuro al sud. Detto ciò, ho grande stima e apprezzo chi resta e prova a realizzare qualcosa al sud, io semplicemente non ci sarei riuscito.Il sud ha tante altre cose che lo rendono un posto meraviglioso: il mare, il sole, le tradizioni e usanze che fanno innamorare tutto il mondo di noi. Il cibo poi, non ne parliamo proprio. Ma ce ne facciamo ben poco se poi non diamo la possibilità ai giovani di fare impresa e di realizzarsi“.