Gli studenti salernitani: “Riaprite la Biblioteca Provinciale”

Rivendicano spazi comuni per inventare un nuovo modo di stare insieme. Insieme per le cose importanti, tipo lo studio. Questa mattina, dinanzi alla Biblioteca Provinciale di Via Laspro, le studentesse e gli studenti della città di Salerno si sono radunati, mobilitandosi con un presidio per rivendicare la possibilità di studiare all’interno di questa struttura, con tutte le procedure di sanificazione e mantenendo il distanziamento sociale, con un nuovo orario di apertura, dalle 8.30 alle 19.00.

Nonostante il periodo delle riaperture dei luoghi adibiti allo studio, cominciato già nel mese di maggio, denunciano l’impossibilità di usufruire dell’unica biblioteca presente su tutto il territorio cittadino: “Non ravvisandosi riduzioni o defezioni del personale adibito all’apertura e alla tutela della Biblioteca, manifestiamo contro l’incuria politica e amministrativa con la quale le istituzioni competenti affrontano il tema del diritto allo studio. Nell’assenza di altri spazi dove poter studiare, ci mobilitiamo per richiedere non solo la possibilità di poter tornare ad utilizzare la biblioteca, ma mettiamo a disposizione le nostre energie, le nostre idee e il nostro tempo per elaborare un protocollo di collaborazione per l’apertura e la cura della Biblioteca Provinciale, che per le studentesse e gli studenti di questa città rappresenta uno spazio fondamentale di crescita, istruzione ed aggregazione”.

I “ragazzi della biblioteca” chiedono l’intervento degli altri enti, tra cui il Comune di Salerno, anch’esso destinatario del messaggio, e denunciano le mancanze dell’istituzione Provincia, che non dispone delle risorse adatte a far ripartire il servizio. “In concorso con Regione ed Università – proseguono gli studenti – ci sono le possibilità di predisporre tutti i mezzi atti a garantire il diritto allo studio degli studenti e delle studentesse salernitane in spazi comuni nel rispetto delle normative anti-Covid19 (come avvenuto nella maggior parte delle città universitarie italiane), ma non si spiega perché ciò non sia mai stato all’ordine del giorno tra le opere pubbliche finora realizzate. Abbiamo appena cominciato una battaglia, che per alcuni di noi è un dejavu, considerata la raccolta firme che ci vide protagonisti già nel 2015 di una istanza di ampliamento del servizio bibliotecario. Non intendiamo fermarci o fare passi indietro, neanche per prendere la rincorsa“.