Gandini, il piccolo mago della Rari Nantes Salerno: “In A1 avversarie di un altro pianeta”

Cristian Gandini, centrovasca della Rari Nantes Salerno, formazione di pallanuoto appena promossa in A1. Il 23enne ligure, nativo di Imperia, vive ormai da due anni a Salerno e si è innamorato della città. Paese Sud lo ha contattato per una intervista a margine dell’esordio dei giallorossi, in casa con la squadra vice campione d’Italia, il Brescia.

Dai suoi compagni di squadra viene chiamato “il piccolo mago”, certo è che la porta la vede spesso. Prima di Salerno, aveva giocato al Bogliasco e al Torino in A1, con 54 gol in due anni… un motivo ci sarà.

Ciao Cristian. L’esordio in massima serie non è stato dei migliori. La sconfitta con il Brescia per 13-4 è stata pesante.

«Nei termini del risultato finale sì. Queste però sono squadre che non possaimo trattare. La nostra salvezza dovrà passare gioco forza attraverso altre squadre che riteniamo più al nostro livello. Basti pensare che la Pro Recco a Firenze 21-3…». 

Sabato scorso, il Brescia. Poi, dopo Roma ci saranno proprio i campioni d’Italia. Te lo aspettavi un inizio così?

«Il calendario, è vero, non ci aiuta. Ora andiamo prima a Roma (19 ottobre, S.S. LAZIO NUOTO – CAMPOLONGO HOSPITAL R.N. SALERNO, ndr). Poi la prossima casalinga sarà contro la Pro Recco in casa, i campioni.

L’appuntamento con la Pro Recco è mercoledì 23 ottobre. Cosa ci puoi dire di questa squadra?

«Nella Pro Recco ci sono fior di campioni del mondo, sono la Juventus della pallanuoto. Però l’emozione si scioglierà subito appena entrati in vasca. E, da una parte, potrebbe essere un fattore positivo incontrare queste squadre così forti già all’inizio così da sciogliere la tensione dell’impatto con il campionato di massima serie».

Facciamo un passo indietro. Sabato scorso la Salerno della pallanuoto è tornata in A1 a distanza di vent’anni. Sugli spalti c’erano circa 300 persone, e abbiamo visto anche qualche bambino farsi le foto con i giocatori… del Brescia!

«È vero! Una squadra che può annoverare anche quattro giocatori in nazionale. Il Settebello è un patrimonio italiano. Ci sono giocatori che considero degli idoli».

Addirittura?! Com’è stato per te allora giocarci contro?

«Un onore giocare contro di loro».

Ora però sarà importante calarsi nella parte e ragionare partita dopo partita per l’obiettivo finale.

«Da questo campionato ci aspettiamo la salvezza, sarà un campionato lungo e difficile».

Dicevamo… prima Roma. Poi Pro Recco. Impossibile fare punti?

«Direi di sì. Mentre noi perdevamo sonoramente con il Brescia, la Pro Recco, altrettanto sonoramente, vinceva 20-3 a Firenze. È obiettivamente un altro pianeta. Quello che però vogliamo fare è provare a render le cose difficili ai campioni del mondo. Questo sì, possiamo avere le qualità per farci sentire».

Da due anni a Salerno. Come ti sei trovato fino ad ora?

«Salerno è una città fantastica, la gente è accogliente e mi fa sentire a casa. Si mangia molto bene e si respira proprio aria di sport tra Salernitana e non solo. Alla fine dello scorso campionato dei granata abbiamo potuto ‘ammirare’ da esterni l’amore di questa città per la maglia, per la storia. È qualcosa di viscerale che va oltre i valori legati meramente ai risultati del campo».