“Fino all’urdeme juorno” e l’amore puro cantato dai Vio.La

In questo periodo poche cose riescono a far distrarre le persone… Tra queste c’è senza dubbio la musica. La musica sta continuando – e continuerà – a suonare, per sovrastare tutti i pensieri negativi di questi giorni. E così, in questo tsunami emergono nuove canzoni. Anche in territorio salernitano. È da poco stato pubblicato “Fino all’urdeme juorno”, il singolo di esordio dei Vio.La, una band composta da cantanti tutt’altro che emergenti. Da un lato, la cantautrice Daniela Vicale, fresca della pubblicazione dell’album da solista “Frammenti a colori”; dall’altro, Antonio Russo, polistrumentista, cantante, arrangiatore e produttore già a lavoro con la Diavoletto Netlabel. Che in questo loro viaggio non camminano da soli. Al loro fianco anche Antonio Apicella (basso, synth, fisarmonica) e Nicola Balbi (parte ritmica).

Il brano parla d’amore, quello vero, duraturo. Parla di due persone che, tra tante, si scelgono e continuano a farlo ogni giorno. Come afferma la band: “Fino all’urdeme juorno descrive il classico, passionale, amore eterno. Quell’amore inatteso, ma così tanto travolgente da cancellare un passato fatto di delusioni, di lacrime e sofferenza. Una di quelle storie da voler vivere ogni singolo giorno fino in fondo, dove le parole non servono e l’unica ma essenziale certezza è quella che i due innamorati, anche in un altro mondo, tra mille persone, sarebbero capaci di ritrovarsi e riconoscersi”.

Concetto rafforzato dal video, interamente realizzato dal videomaker polacco Kuba Jarnot, già a lavoro con diversi artisti, tra cui Magdalena Tul (rappresentante della Polonia, nel 2011, all’Eurovision Song Contest).

“Fino all’urdeme juorno” è solo l’inizio. Solo la prima pagina del libro della carriera dei Vio.La. Attualmente la band sta lavorando ad un album di inediti, che si discosterà da quello che è lo stilema prettamente partenopeo, per esplorare altri orizzonti, in una continua ricerca sonora di stampo world. Come afferma lo stesso Russo: “Vio.la è un progetto che, per quanto riguarda me nello specifico, è anche un modo per sperimentare nuove sonorità. A differenza di quanto scritto e prodotto prima, ad esempio, in questo caso ho voluto avvicinarmi alle sonorità mediterranee. Ho accostato, alle mie influenze provenienti principalmente dalle chitarre della musica pop-rock inglese, strumenti quali bouzouki, mandolino, oud. Attualmente, sto lavorando ad un altro brano, cercando di aggiungere il sitar, allontanandoci ancor di più dal nostro mondo occidentale”. Non ci resta che attendere.