Fermento politico: nella città di Salerno serve Coraggio

Sembra difficile pensare alla nascita di un progetto politico e sociale nel pieno di una pandemia globale, durante la quale le relazioni interpersonali sono l’elemento sociale più colpito, e il fare comunità diventa una delle difficoltà quasi insormontabili.

Eppure a Salerno è successo che un gruppo di cittadini eterogeneo, per età anagrafica ed estrazioni sociali, abbia scelto proprio nel 2020 di fondare Coraggio. Il nome del progetto non solo sembra appropriato, ma ironia della sorte potrebbe essere stato l’unico plausibile, visti i tempi. 

Cos’è Coraggio Salerno?

Associazioni e singoli cittadini attivi nel volontariato per l’assistenza in strada, nel mutuo soccorso sanitario, nello sport popolare ed accessibile a tutti, e ancora nella tutela dell’ambiente, del patrimonio storico, del teatro e dell’arte, dell’istruzione. 
Per anni si sono cercati, riuniti, confrontati, incontrati, a volte casualmente altre no, nel fervido sottobosco sociale e associativo della città di Salerno.
Un sottobosco pulsante, vivo e attivo verso i bisogni delle persone di ogni ceto ed estrazione sociale, entro il quale evidentemente sono maturati sentimenti e necessità comuni, nei confronti di una città che, in tutto questo tempo, ha forse perso la capacità di cogliere e valorizzare così tante sfumature, presenti ma spesso “invisibili” ai più e al racconto mediatico.

Esattamente un mese ed una settimana fa, il 5 dicembre 2020, si è tenuta l’assemblea fondativa di Coraggio Salerno. L’evento ha avuto luogo su Zoom, una delle tante piattaforme di videochiamate, strumenti tornati in voga nell’anno della pandemia da Covid-19.
Un evento unico nel suo genere, poiché lo stesso nome del progetto è stato scelto e votato, tra una rosa di altre proposte, proprio durante l’assemblea pubblica. Unici quanto inaspettati sono stati anche i numeri: oltre 120 partecipanti sulla piattaforma e più di 50 altri spettatori sulla diretta Facebook. Quasi 200 persone hanno preso parte (virtualmente) alla nascita e alle prime fasi decisionali di Coraggio Salerno, che fin dai suoi primi passi sembra quindi aver puntato prioritariamente su condivisione, apertura e soprattutto partecipazione. 

UN PARTITO O COSA?
Un partito, un’associazione, un coordinamento, un’assemblea permanente, un collettivo? Insomma di cosa si tratta? Certo sulla natura giuridica vera e propria di questo gruppo resta per ora un alone di incomprensione. Gli stessi fondatori più volte hanno volutamente eluso le richieste della stampa sulla struttura formale che dovrà assumere Coraggio, una struttura ancora in stato del tutto embrionale. D’altronde le elezioni comunali 2021 per Salerno sono alle porte, forse anche per questo gli attivisti del nuovo spazio politico e sociale vogliono capire bene come muoversi, in quello che resta sempre un terreno fangoso e arroventato: la campagna elettorale. 

Che si presentino oppure no alle prossime elezioni, sembra comunque interessante non distogliere l’attenzione dal percorso di Coraggio, poiché i partiti ormai nascono e muoiono come funghi, specialmente sotto elezioni. Ma sono gli spazi di partecipazione condivisa e intersettoriali che scarseggiano nel nostro paese, così come nella città di Salerno. 

ACCOSTAMENTI FACILI O FORSE NO…
Sembrerebbe facile un primo accostamento con l’esperienza del Movimento 5 Stelle, ma in realtà esistono differenze davvero sostanziali, per i quali i due soggetti politici sono più che distanti.
Anche Coraggio Salerno sta sfruttando al massimo le tecnologie di internet, ovviamente per necessità dettate dall’emergenza Covid-19, ma la piattaforma online (https://coraggio.sa.it/) è solo un punto di riferimento dove reperire contatti, informazioni e soprattutto report e materiali prodotti nei momenti assembleari, che invece sono totalmente pubblici e senza sovrastrutture gerarchicamente decisionali. Almeno per ora. 
Da subito Coraggio ha cercato un rapporto con i Media tradizionali (cartacei, radio e TV), rapporto che mantiene costante nel tempo, mostrando disponibilità da parte dei portavoce e trasparenza nella divulgazione di ogni genere di materiale. 

Oggi, domenica 10 gennaio 2021, a 36 giorni esatti dalla prima, si è tenuta la seconda assemblea pubblica online. Sono stati riportati gli esiti delle attività svolte da cinque gruppi di lavoro individuati nella prima assemblea: “la città che decide, la città aperta, la città che cura, la città che cresce, la città che respira”. Si è trattata di una sorta di “chiamata alle arti” di cittadini con formazioni e competenze nell’ambito dei rispettivi macro settori: amministrazione territoriale; gestione aperta alla cultura, alla scuola e all’istruzione in generale; il sistema sanitario locale e la tutela della salute pubblica, fisica e psicologica dei cittadini; il tessuto economico territoriale; la tutela dell’ambiente. 

LE PROPOSTE

Sembrano emergere anche prime proposte concrete. Una che attira l’attenzione è certamente la richiesta all’attuale amministrazione di istituire la Consulta della Sanità. Un organo previsto per legge e da statuto comunale, ma che non ha mai visto la luce, all’interno del quale sIederebbero cittadini e rappresentanti amministrativi del sistema sanitario locale, per monitorare il funzionamento e la gestione dello stesso. Ancora una mappatura di strutture e spazi potenzialmente fruibili per tanti sport a livello dilettantistico, che oggi a Salerno non trovano spazio. 

Tra le altre proposte ci sono anche la realizzazione di una biblioteca civica e l’inserimento delle piccole biblioteche scolastiche nel sistema bibliotecario nazionale, per incrementarne l’evidente potenziale. La creazione di spazi di Southworking, strutture che permettano alle tante persone che lavorano in smartworking di avere dei luoghi fisici dove lavorare ed incontrarsi con altri professionisti, al fine di puntare al mantenimento delle competenze e dei giovani sul territorio. Infine è stato proposto l’avvio di indagini approfondite sulla città, che riguardano lo stato dell’arte di ambiente, acque, mobilità e traffico, patrimonio artistico, per poi elaborare nuove altre proposte sul breve e lungo periodo. 

SOTTO IL RIFLETTORE
Obiettivi ambiziosi, ma allo stesso tempo sul filo di un rasoio, che rischiano di finire come tante volte nel calderone degli “slogan dell’innovazione”. Certo, la volontà espressa di procedere indipendentemente dalla partecipazione o meno alla competizione elettorale, farebbe sperare di trovarsi agli albori di un nuovo progetto, che possa portare fermento politico e gestionale in territorio salernitano. Eppure restano non pochi i nodi da sciogliere sulla completa strutturazione del neonato progetto socio-politico, che si presenta curiosamente originale, ma che sembra realmente richiedere molto coraggio e non solo nel nome. Una realtà insomma da tenere d’occhio. 

Marco Giordano