Dieci giorni decisivi per arginare il virus. Iss: “Ma il Sud può ancora salvarsi”

La parola d’ordine era contenere. Nel giro di pochi giorni si è tramutata in arginare. La differenza, che ai più potrebbe apparire impercettibile, è invece netta e significativa se presupponiamo l’incremento dei contagi degli ultimi tre giorni. Il virus si sta abbattendo sul nostro Paese in maniera impietosa e occorrerà l’impegno di tutti gli italiani per invertire la tendenza. Solo se tutti gli italiani rispetteranno il proprio ruolo, sostengono gli esperti, vedremo la curva dei contagi appiattirsi, elemento indispensabile per rientrare gradualmente alla normalità e scongiurare il peggio.

Come ampiamente sottolineato dal premier Conte, la sfida è solo all’inizio, e l’impegno collettivo non potrà contare su un riscontro immediato. Per gli esperti le prime risposte giungeranno in una settimana, meglio ancora in dieci giorni. Una stima possibile considerando che mediamente l’incubazione dura dai 5 a i 7 giorni. In molti sostengono che ipotizzare scenari sia opera vana, frutto di un azzardo previsionale illusorio. Anche perché i virus sono più mutevoli e inaffidabili rispetto a un modello matematico. Nel Belpaese siamo solo all’inizio di una battaglia che corrisponde innanzitutto a una lotta alla crescita esponenziale del virus. L’andamento generale di contagi diagnosticati e decessi è ancora compatibile con la curva esponenziale e dall’Istituto Superiore di Sanità non si attendono una diminuzione delle nuove diagnosi nei prossimi. Significa che il dato continuerà a crescere.

Nei prossimi dieci giorni si assisterà probabilmente a una lieve diminuzione al Nord ma non al Centro Sud, dove il picco deve ancora arrivare. Entro due settimane, se le norme funzionano, dovrebbero finalmente stabilizzarsi le regioni settentrionali. Successivamente, a ridosso del periodo Pasquale o poco oltre, gli esperti si augurano una stabilizzazione su tutta la penisola.

Il nuovo fronte, inutile negarlo, è quello del Sud. Anche se è proprio l’Iss, tramite il suo presidente Silvio Brusaferro, a focalizzare su un elemento di vantaggio di cui il Sud può beneficiare per evitare la crescita esponenziale dei contagi: “La situazione reale nelle regioni del Sud è che il virus circola, ma c’è ancora un numero contenuto di casi. La grande opportunità rispetto a quanto successo al Nord è che si riesca a evitare l’esplosione di contagi grazie ai comportamenti di distanziamento sociale: se i cittadini riescono a essere rigorosissimi si riuscirà a garantire l’assistenza a tutti coloro che ne avranno bisogno. Al Sud i casi sono ancora limitati e se si agisce in un momento iniziale della curva epidemica si può intervenire in modo significativo. Ancora più cruciale, in tali aree, è dunque il rispetto delle misure“. E’ possibile, dunque, che al Sud possa esserci una circolazione più limitata del coronavirus e che i picchi di pazienti che necessitano di terapia intensiva non siano così importanti come è stato al Nord, a patto che si rispettino le attuali misure stringenti di contenimento.

Nel frattempo in Campania la situazione attuale ha imposto di adottare misure idonee per evitare il più possibile episodi ed occasioni di contagio, tenuto conto delle gravissime ed irreparabili conseguenze collegate all’eventuale ulteriore incremento delle positività al virus e del possibile rischio di paralisi dell’assistenza agli ammalati per insufficienza di strutture e strumentazioni allo stato idonee a fronteggiare l’emergenza. E’ in corso di realizzazione il Piano degli interventi urgenti per l’incremento dei posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva nelle strutture sanitarie campane. La Regione Campania, ad esempio, ha deciso di raddoppiare i posti letto in Terapia Intensiva: passeranno da 320 letti a quasi 500. Una riorganizzazione aggiuntiva che avrà il costo di 30 milioni di euro ma per cui occorrerà del tempo. Sono in fase di ultimazione, invece, i lavori al Loreto Mare, una struttura che si prepara ad accogliere 120 posti letto per i pazienti del coronavirus, più 10 posti in più in terapia intensiva e altri venti per la terapia sub intensiva. Nel giro di due settimane sarà attrezzato ulteriori 40 posti di degenza ad alta intensità di cura per il Covid-19

Ma nel giro di qualche giorno, c’è chi ipotizza di qualche ora, il numero dei contagi in Campania potrebbe raggiungere la fatidica soglia: 500 infetti. Nel caso dovesse verificarsi una crescita esponenziale dei contagi, la Regione ha già predisposto il piano di intervento per affrontare l’emergenza. Il cosiddetto piano di massima allerta, il piano C, da attuare se il numero dei contagiati dovesse superare quota 500 o addirittura sfiorare le mille unità. Il piano di massima allerta prevede misure imponenti: l’allestimento di un intero ospedale da destinare ai malati di coronavirus, l’ampliamento delle rianimazioni, il coinvolgimento delle caserme per ospitare i soggetti da tenere in quarantena, l’utilizzo immediato delle tende già montate all’esterno delle strutture ospedaliere per il pretriage.