Dalla Farmacia letteraria a Firenze alle librerie indipendenti a Salerno: quanto leggono gli italiani?

Leggere è molto più di un hobby: è terapeutico. Una prova? La Piccola Farmacia Letteraria di Firenze (via di Ripoli 7/R). Una libreria sì, ma non una qualsiasi. Elena Molini ha ideato questo angolo del benessere che, in soli 35 metri quadri, è meglio di qualsiasi spa. Dopo aver lavorato molti anni per una catena di librerie, Elena ha notato che le persone chiedevano spesso consigli di lettura in base ai loro stati d’animo. La libreria fiorentina vanta ben 4000 titoli ed Elena ha sintetizzato gli stati d’animo dei lettori in cerca di un libro che “gli cambi la vita” (o almeno la giornata) in circa 70 categorie: si va dallo stress alla depressione passando per l’insonnia, l’ansia, la nostalgia, l’innamoramento non corrisposto. Come ogni farmaco che si rispetti i libri della Piccola Farmacia Letteraria hanno un bugiardino con tanto di indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali. La libreria ha inaugurato lo scorso 8 dicembre ma ha già riscosso un interesse fortissimo. In un’intervista al quotidiano Repubblica, Elena Molini ha dichiarato che nel suo esercizio commerciale si consigliano libri come fossero medicine e questo perché i libri sono terapeutici per curare i vari stati d’animo.

“Ogni libro ha un bugiardino – si legge nell’intervista –cioè quei foglietti illustrativi che si trovano nei farmaci e che da noi invece guidano il lettore nella scelta del romanzo, del saggio o della raccolta di poesie”. A scrivere i bugiardini è proprio Elena che ha dichiarato: ”Ogni mese mi consulto con tre mie amiche coinvolte nel progetto: una psicologa e due psicoterapeute. Nel bugiardino scrivo indicazioni, posologia ed effetti collaterali. Non la trama: semmai informazioni per indagare emozioni e stati esistenziali contenuti nel libro. Il nostro catalogo raccoglie libri che coprono 95 tra stati d’animo e sentimenti”.

La libreria vanta 22 mila follower su Instagram e 20 mila su Facebook. Per Elena “i social sono un aiuto per farci conoscere fuori da Firenze. L’interesse attorno alla Farmacia è cresciuto, c’è chi mi chiama per aprire nuove piccole farmacie letterarie in altre città. È bellissimo. Come il giorno in cui sono entrati in negozio due editor di Mondadori e mi hanno chiesto se mi potesse piacere scrivere un romanzo incentrato proprio sulla Farmacia letteraria”. Secondo la libraria il segreto del successo per la Piccola Farmacia Letteraria è distinguersi. Vendo un prodotto che si trova uguale in molti posti. Ma se vuoi un suggerimento per curare con le parole di un romanzo, ansie, delusioni o un momento di allegria, io ho delle ricette letterarie. Con un’avvertenza: non tutti i farmaci funzionano, non tutte le terapie fanno guarire. L’avventura di Elena è poi diventata un libro: “La storia è venuta da sé, la protagonista è Blu, libraia che dispensa rimedi: non mi somiglia. È sbadata, io invece precisa e ansiosa. La libreria ha successo, ma lei pensa a come ritrovare un ragazzo che ricorda il Grande Gatsby e che un giorno è entrato nel suo negozio. Intorno a Blu, la generazione dei trentenni che vedono allungarsi le precarietà e invecchiano fra gli aperitivi consumati col vino a meno di 2 euro del supermercato e l’oroscopo di Internazionale per capire l’aria che tirerà domani”. Sul bugiardino del suo libro cosa si legge? “Per i sogni che si realizzano…”.

Quello di Firenze e di Elena è un esempio virtuoso in un Paese come il nostro in cui solo il 41% degli italiani legge almeno un libro all’anno. Solo il 15% degli italiani frequenta le biblioteche e di questi non tutti prendono in prestito libri. C’è chi sostiene che il colpevole sarebbe – come sempre d’altronde – la tecnologia: gli e-book e gli e-reader avrebbero contribuito a svuotare ancor di più librerie e biblioteche visto che si possono avere migliaia di titoli a portata di click. Certo questo 2020 non è iniziato nel migliore dei modi per gli amanti dei libri: due librerie romane hanno chiuso i battenti. La situazione delle librerie italiane, come quella delle biblioteche, è fortemente critica. Negli ultimi anni sono ben 2300 le librerie che hanno calato per sempre la saracinesca. Grandi catene, i formati digitali, la possibilità di acquistare su piattaforme online e lettori sempre più scarsi aggiunti alla mancanza di interventi statali sono i motivi alla base della chiusura delle librerie.

La libreria Paravia di piazza Arbarello a Torino, ad esempio, ha chiuso il 28 dicembre per le feste e non ha più riaperto. “Questo è il prezzo che si paga ad essere librerie indipendenti: i ricavi coprivano a malapena i costi, non era più sostenibile” – dice Sonia Calarco, la proprietaria. La causa? Non l’inesperienza o l’avventatezza per un’attività nata nel 1802 che può fregiarsi di essere la seconda libreria più antica d’Italia. “Quando abbiamo dovuto spostarci da via Garibaldi, si è ridotto il passaggio di clienti attirati dalla vetrina, ma questo ha accelerato un processo che sarebbe avvenuto in ogni caso – spiega la titolare – Gradualmente negli anni i clienti sono diminuiti. Il motivo lo conoscono tutti: è Amazon. Il problema non è il commercio online, che c’è sempre stato, ma Amazon che prima ha attirato i clienti solo con sconti esagerati, poiché in Italia manca una legge che tuteli i librai, e poi li ha abituati ad avere i prodotti a casa in tempi rapidissimi e con un assortimento incredibile”. La libreria Paravia era la seconda più antica d’Italia.

A Salerno, la situazione delle librerie indipendenti non è di certo migliore ma c’è chi combatte quotidianamente per migliorarla e far avvicinare i salernitani alla lettura. Luca Morra, titolare della libreria Imagine’s book, ha constatato che “non ci sono molte librerie indipendenti a Salerno. Come libreria cerchiamo di distinguerci: non abbiamo solo libri commerciali ma cerchiamo di essere una libreria a 360 gradi. Ci occupiamo dei testi dei ragazzi delle scuole, di libri universitari, testi per professionisti. È sempre un piacere, poi, avere un lettore in libreria anche se sono sempre meno”. Anche secondo Luca Morra le cause di un decremento nella vendita dei libri nelle librerie andrebbero da rintracciarsi nella vendita online.

“Lo sconto del 15% ci penalizza moltissimo ma c’è una legge al Senato che dovrebbe migliorare la situazione dei librai abbassando lo sconto online dal 15% al 5%. Il problema non è tanto che non ci sono più lettori ma le vendite online con questi sconti: come libreria indipendente per noi sono impraticabili. Ci sono però delle modalità per fare in modo di avvicinare le persone alla lettura. Noi cerchiamo ci organizzare varie iniziative con autori locali o di piccole case editrici perché vogliamo stare vicino a questi autori. È nata di recente una pagina Facebook di “Scrittori salernitani” e dal canto nostro proviamo a pubblicizzarli il più possibile, esponendo i loro libri da noi. Ci aiutano anche le campagne con sconto praticate dagli editori: tra poco ne partirà una dell’Adelphi con il 20%. La cosa più importante, comunque, è il servizio al cliente. Professionalità, disponibilità e fare questo mestiere con il cuore sono le chiavi del successo: un conto è ordinare un libro online e un altro è avere un rapporto con il cliente, consigliare un libro e dargli la possibilità di vederne un altro centinaio esposti negli scaffali”.