Criminalità organizzata: il rapporto della Dia

La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ha pubblicato la relazione sulla diffusione della criminalità organizzata relativa al secondo semestre del 2018. È emerso che le organizzazioni criminali della provincia di Salerno si sono rigenerate, affiancando ai tradizionali traffici di sostanze stupefacenti nuove tecniche di infiltrazioni nel tessuto socio-economico, politico e imprenditoriale che hanno portato al controllo di settori nevralgici dell’economia provinciale.

Nel Salernitano, si segnalano, infatti, una fitta corruzione nella costruzione di opere pubbliche e nella fornitura gestione di servizi con l’interessamento di Enti territoriali locali. A queste attività illecite si aggiungono, inoltre, condotte di minor spessore criminale quali: rapine, truffe ai danni dello stato, alle assicurazioni e ai singoli cittadini. Ancora largamente praticate risultano l’usura e l’esercizio abusivo del credito, ritenute un vero e proprio mercato finanziario parallelo.

Maggior interesse suscitano gli appalti per la realizzazione di opere pubbliche, la manutenzione delle infrastrutture e lo smaltimento dei rifiuti urbani che vede coinvolti anche imprenditori e funzionari pubblici infedeli. Tale tipo di corruzione consente alle organizzazioni criminali di infiltrarsi nelle pubbliche amministrazione e di condizionarne la gestione. Qualora i tentativi dovessero essere vani, la procedura continua con atti intimidatori, come il caso di Marotta ad Agropoli per i posti di lavoro e gli alloggi popolari agli affiliati.

Nel capoluogo si registra ancora l’operatività dello storico sodalizio D’Agostino che ha retto al tentativo di “scalata”, alcuni anni fa, da parte di gruppi composti da giovani leve che volevano approfittare dello stato di detenzione in regime ex articolo 41 bis del capo clan. La scarcerazione di alcuni soggetti unitamente alla presenza di nuove leve delinquenziali avrebbe riacceso dei contrasti sulla leadership dello spaccio di sostanze stupefacenti.

A Cava de’ Tirreni sono molto praticate l’usura e l’esercizio abusivo del credito. Come riporta la Dia, a novembre, è stata applicata la misura cautelare per le famiglie Bisogno e Zullo. Nell’Agro Nocerino-Sarnese, in Costiera Amalfitana, nella Piana del Sele e nel Cilento sono stati evidenziati reati di riciclaggio ed auto-riciclaggio. Tali condotte causano l’alterazione del libero mercato attraverso l’imposizione di prezzi, prodotti o la fornitura di servizi.

La ricca relazione della Dia riporta in maniera dettagliata che la provincia di Salerno presenta una situazione generale riguardo la criminalità organizzata particolarmente disomogenea, con aspetti e peculiarità che variano in ragione della sensibile diversità geografica, storico- culturale, economica e sociale che connota le diverse zone della provincia (Agro Nocerino-Sarnese, Valle dell’Irno, Costiera Amalfitana, capoluogo, Piana del Sele, Cilento, Vallo di Diano). Non si registrano significativi cambiamenti sotto il profilo degli equilibri e dei principali interessi delittuosi dei sodalizi locali. Permangono, tuttavia, importanti collegamenti con consorterie originarie del napoletano e del casertano, con le quali i clan salernitani condividono interessi e sinergie criminali.