CPS, Vaccini e medicina territoriale: a che punto siamo

OSPEDALI AL COLLASSO
I posti letto a Salerno e in Campania sono in sofferenza. 
La regione è di nuovo all’attenzione della cronaca nazionale per la sofferenza degli ospedali che si trovano nuovamente in affanno. 
La notizia riportata da Fanpage, Il Mattino e tante altre testate nazionali e locali, è ufficialmente confermata dai dati a pagina 12 dell’ultimo report dell’Unità di Crisi Campania, pubblicato l’11 febbraio 2021 dalla task force scientifica della regione (qui il documento originale). Documento secondo il quale, è occupato il 58,20% dei posti letto in Terapia Intensiva e l’82,70% di quelli in degenza ordinaria.

1500 VACCINATI NON PRENOTATI
Sarebbe da titolo sensazionale dire che la campagna di vaccinazione procede nel caos, però si stanno verificando anomalie gravi e inefficienze organizzative che non possono e non devono essere sottovalutate.
Come riportato anche da Il Mattino del 14 febbraio, la Procura ha aperto un’indagine sull’organizzazione vaccinale in Campania, visti i preoccupanti numeri sulle distribuzioni: 1500 persone sono state vaccinate senza essere iscritte alla piattaforma, mentre mancano all’appello oltre 5000 medici e operatori in servizio negli ospedali pubblici, nelle cliniche private e nelle case di cura convenzionate. Scoperti anche i primi casi di “scambio di identità”: una signora è risultata registrata con il numero di telefono della sua fisioterapia, presumibilmente disponibile a cederle la dose. La procura sta già lavorando per verificare se ci siano stati altri scambi di persona. 

LE PRESSIONI DEL CPS
Intanto, dal 1 febbraio, è nato il Coordinamento Provinciale per la Salute di Salerno (il CPS), ne abbiamo ampiamente parlato qui. A 2 settimane dalla sua nascita, il CPS sta già portando avanti un’intensa attività di confronto con ASL, Comune e le altre istituzioni responsabili della salute dei cittadini. 
Il CPS, <<assolvendo alla sua funzione di raccordo tra i territori che compongono la provincia di Salerno>>, ha infatti avanzato nei giorni scorsi, a mezzo posta certificata, <<delle richieste di incontro rivolte ai sindaci di Salerno, Nocera Inferiore, Pontecagnano Faiano, Sarno, Pagani e Buccino per discutere dell’istituzione delle Consulte comunali della Salute>>, come si legge dal comunicato stampa del 14 febbraio. 

Ma le Consulte non sono l’unico obiettivo nel mirino del CPS, che in queste settimane si è mosso anche su vaccini e potenziamento della medicina di prossimità: sempre attraverso canali ufficiali, infatti, sono stati contattati i vertici dell’ASL di Salerno per richiedere innanzitutto percorsi chiari per l’adesione ai piani vaccinali, <<sottolineando l’evidenza che la popolazione degli immunodepressi e dei malati oncologici debba avere percorsi prioritari e facilmente accessibili>>.
Ancora, il CPS pretende che siano resi noti pubblicamente ai cittadini: programmi, tempistiche e piani operativi per il recupero delle liste di attesa dei pazienti non Covid.

CONSULTE: LETTERA MORTA
Nell’occhio del ciclone è finito il comune di Salerno, che aveva avviato le procedure di costituzione della Consulta Comunale Permanente della Sanità già dal 2016, sulla quale <<avevano già espresso parere favorevole le Commissioni Consiliari “Statuto e Regolamenti” e “Politiche Sociali”>>. Ancora, nel comunicato si legge che nel febbraio 2019, i soggetti attualmente aderenti al CPS, tra cui il Tribunale dei diritti del malato, avevano già scritto un regolamento di funzionamento della Consulta, presentandolo a ben 18 consiglieri comunali (che lo avevano espressamente richiesto). <<Resta difficile comprendere, quindi, perché tale iniziativa sia rimasta lettera morta, soprattutto nel contesto attuale, di emergenza sanitaria e sociale>>, scrivono dal CPS. 

LE ALTRE PROPOSTE PER LA CITTADINANZA
Restano ovviamente in piedi tutte le altre proposte concrete, già ufficialmente presentate dal CPS con ulteriore lettera ai vertici ASL, per chiedere:
– applicazione sperimentale delle Case della Salute;
– sperimentazione di presidi sanitari nei quartieri a più alta deprivazione sanitaria;
– proroga delle attività delle USCA;
– trasparenza sui dati relativi alla diffusione del contagio nelle scuole.

Marco Giordano