Coronavirus, De Luca: “Con rigore fuori a metà maggio, presto apriremo attività”

Prima il ricordo in memoria di Sepùvelda, lo scrittore cileno scomparso ieri, poi l’attacco agli avversari politici, tornati a suon di tweet, ad alimentare il chiacchiericcio nazionale. Vincenzo De Luca torna a parlare, e lo fa attraverso una diretta social per introdurre la fase due, o fase B, per ciò che riguarderà la Regione Campania. “A metà maggio potremo dire di avere sconfitto il Coronavirus, se avremo il rigore mostrato fino ad oggi, siamo vicini a vedere la luce in fondo al tunnel”.  

La fase di screening

“A partire da una fase di screening, basata su tre azioni. Moltiplicare test e tamponi, proseguire poi con priorità ad attività pubbliche e familiari dei cittadini che sono in isolamento domiciliare per verificare che non ci siano contagi. In seguito case di riposo per anziani, focolai pericolosi, inoltre personale sanitario.

Estenderemo lo screening dell’azione A, alle forze dell’ordine, alle fasce deboli della popolazione e a quelli che intendono riprendere attività produttive. Infine disabilità, chi ha malattie, come diabete e quant’altro.

Moltiplicare laboratori, indiremo un bando per quelli privati, per avere massimo controllo possibile, non faremo mai sei milioni di tamponi, ma c’è il dovere di capire il numero reale. Già oggi 43mila tamponi fatti in Campania, dati quadruplicati in una settimana, proseguiremo così, senza vendere fumo. Nel frattempo stiamo lavorando per riprendere l’attività ospedaliera ordinaria, entro fine aprile.

Stiamo distribuendo tre milioni di mascherine, l’uso diventerà obbligatorio dopo il 4 maggio in Campania. E’ iniziata la distribuzione alle farmacie, poi le avranno i medici di medicina generale, abbiamo raggiunto un’intesa con Poste Italiane, che faranno arrivare mascherine a ogni famiglia. Fatta questa prima distribuzione, entro il 3 maggio metteremo in vendita mascherine che compriamo, ma metteremo in vendita alla metà del costo di produzione”.

Misure economiche

L’obiettivo di fondo rimane quello che sino ad oggi siamo riusciti a tutelare, cioè salvare la Campania. Noi non terremo in piedi neanche un minuto in più del necessario le misure restrittive, ma non le toglieremo neanche un minuto in prima. Siamo chiamati a prendere scelte rigorose. Cercheremo di essere flessibili, di aprire quello che potremo aprire”. 

Cibo da asporto

“Sapete che non lo abbiamo consentito, non per una ragione di cattiveria, ma perché in un comune dell’Avellinese, a Lauro, è accaduto che un negozio di generi alimentari ha fatto distribuzione domiciliare, la famiglia era contagiata e abbiamo dovuto mettere in quarantena tutto il paese. Contributo di duemila euro a tutte le attività che sono state impedite dal contagio, anche le pizzerie rientrano in queste attività. Non potevamo chiudere la panetteria, le attività rimaste aperte non avranno il contributo, che spetterà solo a chi è rimasto chiuso. Abbiamo cercato di farci carico del problema”.

Librerie

“Non vogliamo penalizzarle, ma possono essere un luogo di contaminazione non controllata. Evitare assembramenti, aggregazione, questa è la base, anche per le librerie sarà previsto un rimborso di duemila euro, come per le altre attività. Eviteremo per eccesso di fretta di aprire domani e chiudere tra due settimane. Ci avviciniamo alla fase due, ragioneremo sulla possibilità di qualche apertura e flessibilità in più, se lo potremo fare lo faremo con grande piacere, con tutte le norme di sicurezza che saranno obbligatorie”.

Fondi

“Cercheremo di accedere a fondi nazionali, abbiamo spostato fondi destinati alle infrastrutture. Dalle ore dieci del prossimo lunedì 20 aprile sarà possibile compilare la domanda online per accedere al piano della Regione Campania, pagheremo i duemila euro alle micro imprese già alla fine della prossima settimana. Mille euro invece per le prime migliaia di lavoratori autonomi. Pensionati, porteremo la pensione al minimo a mille euro per due mesi, aspettiamo solo l’autorità garante per poter erogare le cifre”.