Consulta della Sanità: prevista per legge, mai attivata

Tutte le decisioni importanti per l’amministrazione di un territorio richiedono competenze tecniche e conoscenza approfondita di grandi quantità di dati, raccolti nel lungo periodo su tutta la popolazione residente, è per questo che tali decisioni spettano esclusivamente agli organi competenti.

FALSO.
E anche un po’ Vero.
Sì, nella società che diventa via via sempre più complessa serve inevitabilmente l’organizzazione di ciò che nel diritto si definisce “impalcatura amministrativa”, onde evitare che la costruzione di una ferrovia si decida o meno “a sentimento” con quattro chiacchiere ai tavolini di un bar.
Ma è altrettanto vero che esiste un diritto fondamentale, inviolabile e scritto nero su bianco nella nostra Costituzione: la partecipazione di tutti i cittadini alle scelte compiute dagli organi amministrativi, i quali rappresentano proprio i cittadini, che li scelgono, li eleggono e gli pagano lo stipendio.

COSA DICE LA LEGGE
Il Testo Unico sugli statuti comunali e provinciali (per quando esistevano ancora le Province) prevede infatti “forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”.

Volendo scendere più nel particolare, ma senza essere troppo tecnici, alcuni statuti comunali recitano testualmente che <<il Comune, al fine di garantire la partecipazione alla vita e alle attività dell’Amministrazione locale, promuove la costituzione di Consulte permanenti per gruppi omogenei di materie>>. Una “formula magica” scritta anche nell’art. 37 dello Statuto comunale di Salerno.

IN PRATICA
Insomma, per essere chiari e capire di cosa stiamo parlando, possiamo immaginare una città come un enorme condominio, il Sindaco e la Giunta Comunale come l’amministratore di condominio, e i cittadini come i condomini. Cosa salta subito all’occhio anche a chi non è laureato in diritto amministrativo?

Manca all’appello la Riunione Condominiale.
Sono sicuro che tanti staranno pensando che sarebbe bellissimo vivere in palazzi dove mancano le riunioni condominiali, che ogni anno fanno registrare più morti e feriti della guerra dei 100 anni. 
Ma alla fine dei conti, nessuno vorrebbe lasciare pieni poteri all’amministratore e non avere quantomeno la possibilità di vigilare sulle decisioni che riguardano la mobilità (scale, portone, ascensore), l’economia (bollette condominiali, consumi energetici del palazzo), la cura e la salute del palazzo (manutenzione e Prevenzione).

Ora proviamo a riportare l’esempio su scala cittadina: mobilità, economia, cura non si riferiscono più ad ascensore, bollette e manutenzione, ma più in generale a trasporti pubblici, gestione economica della città, medicina e sistema sanitario territoriali.
E le Consulte rappresentano un luogo politico, ma anche fisico, in cui si incontrano cittadini, associazioni e gli enti locali; strumenti di monitoraggio costante e approfondito sullo stato di erogazione di tutti i servizi attivi sul territorio. L’attore principale che regolamenta questo istituto è il Comune stesso.

DOVE SONO FINITE LE CONSULTE DELLA Sanità?
Se già fosse stata operativa durante questa terribile pandemia, la Consulta della Sanità avrebbe consentito, a tutti i cittadini che lo volessero, di avere piena chiarezza su: dati riguardanti diffusioni del contagio; stato di erogazione di servizi ospedalieri e ambulatoriali; funzionamento e disservizi delle USCA; tempistiche e/o ritardi con cui vengono erogati i servizi; e tanto altro ancora.

Ma, al di là del Covid, esistono una miriade di malattie croniche come quelle cardio-vascolari, i tumori e tutti i piani di prevenzione sanitaria. Un’immensa mole di informazioni spesso sconosciute ai cittadini, che sono abbandonati e disorientati in un rimpallo di responsabilità e funzioni, un grave scenario che tanti, potremmo dire quasi tutti, conoscono sulla propria pelle da molto prima dell’emergenza Covid.

Le Consulte della Sanità servirebbero proprio a chiedere e pretendere spiegazioni riguardo tutti i servizi sanitari presenti sul territorio, consentendo ai cittadini di sapere: come, quando, dove, perché e chi. Eppure sono rimaste carta straccia che da anni prende polvere nei cassetti degli uffici comunali, incluso il Comune di Salerno, dove l’associazione politica Coraggio Salerno ha avviato la battaglia per l’istituzione definitiva della Consulta della Sanità, insieme a tanti altri soggetti che da mesi si stanno mobilitando in questa direzione, a causa dei tanti disservizi denunciati durante l’emergenza Covid, ancora in atto. 

LA MOBILITAZIONE
Il 17 gennaio 2021 Coraggio Salerno ha infatti organizzato un webinar pubblico sui propri canali internet, evento al quale hanno preso parte Margaret Cittadino (del Tribunale dei Diritti del Malato), Vincenzo Caporale (Presidente della Consulta della Salute di Napoli), Rolando D’Elia (presidente dell’Associazione AANAO-ASSOMED), Paolo Fierro (Medicina Democratica) e Lambros Andreou (Salerno in Piazza). L’incontro è stato moderato da Matteo Zagaria, portavoce di Coraggio Salerno e membro del gruppo di lavoro “La città che cura”.

“Un approccio di prossimità della medicina coordinata tra gli enti locali e le ASL avrebbe limitato i gravi effetti della pandemia sul territorio e avrebbe garantito cure a tutti, sia pazienti covid e non covid, e avrebbe permesso di ammortizzare le gravi inefficienze dovute ai continui tagli alla Sanità perpetrati negli ultimi anni”. Così Zagaria riassume il senso della battaglia intrapresa a Salerno, e sottolinea che per andare oltre la pandemia, “con coraggio, servirà sperimentare soluzioni come quelle della Consulta anche sul nostro territorio.”

Marco Giordano