Consulenza ai lavoratori, nasce lo “Sportello virtuale”

L’idea dello sportello virtuale nasce dal tentativo di dare risposte alle tante domande generate dall’emergenza sociale causata dallo status di quarantena.

Le situazioni che derivano dalla richiesta di un supporto, sono molteplici e di diversa natura.
Oltre al dramma di chi ha perso totalmente il reddito, perché privo di ogni tutela lavorativa dettata dal lavoro sommerso, esiste una cospicua fetta di precariato a Partita Iva, di cui fanno parte anche le piccole attività di artigianato, come quella di ARI (Associazione Rurale Italiana) che ha dichiarato: “Noi non possiamo (e non vogliamo) fermare la natura, ma possiamo portarvi le nostre produzioni a casa in modo da darvi alimenti freschi, genuini e sicuri tutti i giorni. Richiediamo le consegne a domicilio, è un modo per aiutarci e farci del bene a più livelli”.

Inoltre, molta confusione è presente anche tra i lavoratori dipendenti: ferie forzate in attesa della cassa integrazione, licenziamento in tronco, continuità lavorativa senza alcuna tutela per la propria salute.

Ulteriore motivo di malcontento, è anche la chiusura al pubblico da parte degli uffici Inps, che causa non pochi sbandamenti nei confronti dei tanti cittadini che tutt’oggi non sono provvisti del pin per accedere ai servizi online.
In più, molti sono i patronati che hanno, per ora, chiuso bottega e che cercano di fronteggiare le avversità, come meglio possono. In questa odissea, anche fare una semplice domanda Naspi risulta complicato, ed estremamente complesso.

A seguito degli sviluppi del decreto “Cura Italia” del 16 marzo, è necessario capire concretamente come avere accesso agli aiuti stabiliti nel decreto per poi magari rivendicarne ulteriori. “Riteniamo fondamentale, nel frattempo, favorire iniziative mutualistiche e solidali
che si moltiplichino in tutta Italia. Con la rete nazionale
“Fuorimercato” di cui il “Riff Raff” fa parte, ne abbiamo messe in campo diverse, da Bari a Milano e fino a Palermo. Costruire reti e comunità solidali è l’unica risorsa che abbiamo”. Queste le parole di Francesco
Ardolino.