Cambio di fasce, Campania in arancione da domenica. Cosa cambia

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 21 febbraio. Passano in area arancione le regioni Campania, Emilia Romagna e Molise. La ripresa dei contagi e la crescita dell’indice Rt fotografano una situazione che richiede estrema prudenza e misure di contenimento più incisive in alcune regioni.

E la diffusione della variante inglese pesa sul monitoraggio settimanale dell’epidemia, con un dato relativo alla contagiosità stimato, nell’intero Paese, attorno al 38% di superiorità rispetto al coronavirus che ha circolato fino ad ora. In Campania l’indagine condotta da Istituto Zooprofilattico, Tigem e Cotugno ha preso in esame la diffusione territoriale del contagio attraverso il campionamento dei casi positivi, e ha già verificato che la percentuale di incidenza della cosiddetta “variante inglese” in Campania, in media con quella nazionale, è attestata al 25%. Un caso su quattro.

In Campania è allerta massima per la crescita sostenuta dei contagi registrata nei giorni scorsi. L’Unità di Crisi e le Asl hanno informato il governatore De Luca nel corso di un vertice fiume in cui è stato esaminato il trend. Ed è stato lo stesso governatore a preannunciare la decisione assunta dal Ministero: “Ritorneremo in zona arancione. – rivela De Luca partecipando all’inaugurazione della nuova ala della Pinacoteca provinciale di Salerno – Avete visto le migliaia e migliaia di persone in strada in questo ultimo fine settimana? E chi le controlla? Dove sono i controlli delle forze dell’ordine? Dovremmo contare solo sul senso di responsabilità dei cittadini, ma sembra che negli ultimi tempi ci sia poco su cui contare”.

Cosa cambia.

1) Resta il coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5 del mattino seguente, tranne che per comprovate esigenze lavorative o di salute.

2) Non è più consentito lo spostamento dal comune di residenza a meno di comprovate esigenze lavorative o di salute. Utile ricordare che per i comuni sotto i 5 mila abitanti il limite degli spostamenti è entro i 30 km.

3) Resta la chiusura di cinema, teatri, parchi di divertimento, palestre, piscine, sale da ballo, discoteche, sale giochi e sale slot.

4) Restano vietate fiere e sagre di qualunque tipologia.

5) Richiudono anche durante i giorni feriali i musei, gli istituti e i luoghi di cultura (ad esclusione di biblioteche e archivi).

6) Chiude la somministrazione al bancone e ai tavolini delle attività di ristorazione (bar, pizzerie e ristoranti). Resta la consegna a domicilio senza limiti di orario. Dalle ore 5 alle ore 18 resta consentita a tutti la vendita per asporto. Dopo le ore 18 fino alle 22 resta consentita la vendita per asporto nelle attività di ristorazione diverse da quelle contrassegnate (come attività prevalente) dai codici Ateco 56.3 (bar senza cucina) e 47.25 (vendita specializzata di bevande). Per queste due ultime categorie la vendita da asporto termina alle ore 18.

7) Sono aperti nei feriali dalle 5 alle 22 i centri commerciali. Restano chiusi nei festivi e prefestivi i centri commerciali tranne che per l’accesso ai punti vendita di alimentari, alle farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai, fiorai e librerie presenti al loro interno.

8) Restano chiusi solo nei festivi e prefestivi esclusivamente i box non alimentari (tranne fiorai e librai) dei mercati in muratura. Restano aperti dalle ore 5 alle ore 22 tutti i negozi commerciali e artigianali in sede fissa di qualunque tipologia mercelogica.

9) Restano aperti dalle ore 5 alle ore 22 tutti i servizi alla persona e animali domestici (parrucchieri, barbieri, lavanderie, centri estetici, tolettature per animali, etc.)

10) Restano aperti senza eccezione tutti i posteggi e i box dei mercati su strada e in sede propria.