Bonus studenti Regione Campania: associazioni studentesche insoddisfatte

Tra le varie misure adottate dalla Regione Campania all’interno del piano socio-economico di aiuti nell’affrontare le conseguenze dovute all’attuale emergenza sanitaria, di recente è stato pubblicato il bando relativo a 10.000.000,00 stanziati per il bonus agli studenti iscritti presso Università (ad eccezione di quelle telematiche), istituzioni AFAM o corsi attivati dalle Scuole Superiori per mediatori linguistici e che prevede l’attribuzione di un contributo di € 250,00 per il ristoro dei costi connessi all’acquisto di strumenti utili allo svolgimento della didattica a distanza, attivata a fronte della mancata erogazione delle lezioni in presenza.

Il bonus è rivolto agli studenti appartenenti ad un nucleo familiare con attestazione ISEE, rilasciata dall’INPS nel 2019, inferiore o eguale a € 13.000,00 ed iscritti, per l’anno accademico 2019/2020, purché si trovino massimo al primo anno fuori corso. Nel caso di iscrizione al secondo anno accademico, per essere beneficiari bisogna aver conseguito entro la data del 10 agosto 2019 almeno 10 crediti formativi. Nel caso di iscrizione ad anni accademici successivi al secondo bisogna invece avere conseguito almeno 25 crediti dal 10 agosto 2018 al 10 agosto 2019. Gli studenti iscritti al primo anno devono, invece, essere in possesso del solo requisito di reddito.

L’indennità una tantum di € 250,00 sarà erogata prioritariamente agli studenti iscritti ad un corso di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico che soddisfino tutti i requisiti di reddito e merito. In caso di disponibilità economica residua saranno presi in considerazione anche gli studenti iscritti ad anni successivi e in possesso del solo requisito di reddito, in una graduatoria ordinata in maniera crescente in base al valore ISEE (da € 0,00 a € 13.000,00), in base al livello del corso di studi e all’anno di corso presso l’Università/istituzione di riferimento (da 2 a 4) e in base all’età: dal più giovane al meno giovane.

La domanda, da compilare online a partire dal 18 Maggio ed entro le ore 12.00 del 18 luglio 2020, è disponibile nella sezione ‘‘servizi online’’ del sito www.adisurcampania.it. Riguardo alle credenziali, queste non sono fornite dal sistema: il codice utente corrisponde al codice fiscale e la password è quella impostata al momento della registrazione. In caso di smarrimento della password si potrà usare la funzione apposita per recuperarla tramite l’email indicata in fase di accreditamento. In caso di smarrimento dell’email, si potrà contattare l’assistenza (borsecra2@adisurcampania.it, per gli atenei aventi sede nella provincia di Salerno), allegando copia del documento ed indicando l’ateneo di riferimento.

Non occorre stampare la ricevuta della domanda e non è possibile modificare quest’ultima, una volta confermata. I dati ISEE non dovranno essere comunicati, in quanto sono già in possesso dell’ateneo. È possibile inserire anche un codice IBAN non intestato allo studente, che può essere modificato nell’apposita sezione ‘’Comunicazione IBAN’’. L’indennità sarà corrisposta dopo le opportune verifiche da parte dell’Adisurc di concerto con l’ateneo di riferimento. 

Diverse associazioni studentesche campane, attivatesi per valutare e presentare proposte che potessero essere utili agli studenti universitari affinché l’emergenza sanitaria non rendesse ancora più difficile garantire il diritto allo studio, si sono mostrate del tutto scontente delle misure adottate dalla Regione Campania. In particolare, Link Fisciano, in collaborazione con Link Napoli, associazioni studentesche di stampo sindacale, con varie dirette Facebook hanno chiarito le misure del bonus regionale e discusso insieme alla platea degli studenti.

In una delle ultime dirette social, Giuseppe Luisi, Coordinatore Link Fisciano, insieme a Cristina Trey, Coordinatrice Link Napoli, ha avanzato importanti criticità relative alla misura regionale, tra cui l’ampio spazio aperto di domanda e l’incertezza su quando vi sarà l’erogazione del contributo – che avrebbe dovuto essere di risposta a problemi e bisogni immediati dovuti alle conseguenze dell’emergenza sanitaria – Inoltre, emergono le solite – inadeguate – priorità nell’erogazione in base al merito e ad altri parametri quali l’etá; per non parlare della bassissima soglia del reddito, per la quale è stato infatti scelto il minimo nazionale di 13.000 euro.

Nel Decreto Rilancio i soldi stanziati per le Università vanno in favore delle borse di studio, ma anche delle tasse. Questo può essere un punto di forza per costruire una battaglia. Ci sono fondi che ci spettano e speriamo saranno distribuiti senza diseguaglianze tra vari atenei, in base alle difficoltà e necessità di tutti” – afferma Giuseppe.

Molti gli studenti che lamentano nei commenti il fatto che questo bonus sia stato previsto per affrontare le difficoltà dovute all’attuale questione sanitaria, quindi dovrebbe essere tolto il merito e dato più spazio ai redditi bassi.

Noi fuoricorso non siamo il rimasuglio, anche noi paghiamo tasse salate. È scandaloso. I requisiti dovrebbero essere altri. Questo bando non è la bds”.

Da una lettura del bando si chiarifica solo che questa è una misura spot, come tante altre sul tema università in questa regione. L’istruzione dovrebbe essere una priorità“.

Tanto per citarne due, riassuntivi dei molti.

Le stesse faq rilasciate dall’Adisurc non sono state risolutive di molti punti non chiari di un bando definito approssimativo per la platea a cui si riferisce. Le associazioni si rendono perciò disponibili ad avviare un’interlocuzione con l’azienda universitaria, poiché escludere dal bonus studenti in base al reddito del 2019 significa non tenere conto delle difficoltà gli ultimi mesi dovute alle conseguenze dell’emergenza sanitaria. Addirittura, togliendo strumenti minimi – quelli relativi alla DAD o al diritto di abitazione, nel caso attuale – a chi, per esempio, è fuori corso.

Non è dunque una misura che sembra avere interesse a dare vero sostegno agli studenti. Fissando poi la scadenza a fine Luglio non si tiene conto delle difficoltà presenti, oltre ad escludere una fetta consistente degli studenti. Come si può parlare allora di Diritto allo Studio garantito?

Tra le varie proposte che l’associazione avanzerà vi è sicuramente l’estensione della NO TAX AREA e dunque aumentare la sogna del diritto allo studio per più studenti – spesso lavoratori e fuori corso – gravati dalle tasse. “I fondi statali per le Università devono essere orientati alla gratuità dell’istruzione. Anche le borse di studio hanno criteri stringenti di accesso nel bando, criteri di merito che dovrebbero essere abbattuti in quanto la realtà non deve essere confinata nei risultati, ma dedita all’amore per la cultura e la ricerca” – conclude Giuseppe.

Tra le diverse criticitá relative al diritto allo studio – in crisi giá prima dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus – l’Associazione Link ha giá evidenziato – e ribadirá – al Governatore della Regione Campania, la problematica di chi vive fuori sede e spesso si mantiene agli studi lavorando, anche a nero, e per cui si evidenzia un’emergenza abitativa legata alla mancanza di contrattualizzazione degli affitti in cambio di una diminuzione del canone. Si propone l’istituzione di un contributo affitto, da erogare stabilmente e in maniera semplice, evitando inutilità burocratiche e una mappatura del fenomeno degli affitti in nero, tracciando i contratti di locazione assenti, mettendoli a norma e inserendoli nel fondo per il contributo affitti: lavoro mai svolto e invece basilare per la lotta al diritto allo studio universitario. Inoltre, si auspicherebbe l’esonero dal pagamento del canone da parte dei beneficiari di ”alloggi a pagamento’’ messi a disposizione dall’Adisurc, cosí come urge un’accelerazione dei tempi di erogazione delle borse di studio. La didattica a distanza ha poi evidenziato il gap tecnologico tra Sud e Nord: il Digital-Divide. Nella situazione attuale, la garanzia al diritto allo studio passa inevitabilmente attraverso il possesso di strumenti adeguati ed una connessione internet forte e stabile: entrambe le cose mancano ad una fascia di studenti ancora troppo ampia. Per rispondere a quest’ultima problematica, le associazioni propongono l’istituzione di un fondo regionale ad hoc e ad integrazione, così da permettere la piena accessibilità ai percorsi accademici, rendendo la conoscenza strumento di ripresa e crescita politica, culturale, sociale e umana per tutti e superando così l’insostenibile leggerezza dell’essere studenti senza un pieno ed adeguato riconoscimento del diritto allo studio.