Allarme cinghiali, l’economia del Cilento in ginocchio

“Sono dalla parte degli agricoltori, sono con loro con il cuore e non nascondo che mi provoca una grande sofferenza ogni volta che parlo con loro e con molti giovani con terreni distrutti dai cinghiali”.

Con queste frasi, il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino ha manifestato la massima solidarietà, garantendo un pronto intervento ad agricoltori, e non, in seguito ai danni irreversibili causati dai cinghiali.

Ettari di piantagioni devastati e bilanci negativi per gli imprenditori agricoli che investono sul territorio regionale dall’alto al basso Cilento. Eppure i provvedimenti ci sono stati, basti pensare che l’Ente ha formato 230 selecontrollori per l’abbattimento degli ungulati. Ben 2100 quelli abbattuti, anche se il problema appare ancora irrisolto a causa delle numerose e costanti riproduzioni (20 – 30 annue)  dell’animale.

A tal proposito è intervenuto anche il presidente della Coldiretti di Salerno Vito Busillo, intento ad organizzare in tempi celeri un nuovo consiglio per fermare l’emergenza degli ultimi mesi.

Non si tratta di una questione di risarcimenti ma di sicurezza delle persone e di economia dei territori. Il problema cinghiali è una calamità che va affrontata con decisione. Le aree rurali – sottolinea Busillo – sono invase da cinghiali che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone, fanno razzia nei campi con inevitabili ripercussioni anche di natura igienico-sanitaria. E’ necessario che venga predisposta una strategia di azione più risolutiva: il rischio è che numerose imprese agricole non riescano più a far fronte al problema e siano costrette a chiudere. Ciò porterebbe all’abbandono di interi territori mettendo a rischio la stabilità idrogeologica che, da sempre, è collegata alla presenza agricola sul territorio”

I cinghiali sono, infatti, ritenuti una specie invasiva, estremamente dannosa per l’equilibrio ecologico e ambientale. Gli imprenditori agricoli rappresentano i primi difensori della natura ma non riescono più a fronteggiare le numerose presenze degli ungulati, che ormai passeggiano indisturbati, non solo nei terreni, ma anche lungo strade ed autostrade mettendo a repentaglio la vita degli automobilisti. Dopo le numerose lamentele degli imprenditori, alcuni dei quali con il reddito al collasso (2 milioni di Euro la stima stagionale) per l’emergenza del problema, ancora Busillo ha utilizzato parole molto provocatorie per creare maggior allerta:

“Senza soluzioni risolutive, i sindaci dell’entroterra cilentano non avranno altra possibilità che consegnare le fasce tricolori al Prefetto in segno di protesta”.

Come confermato anche dal Presidente del Parco, Pellegrino, nella prossimo consiglio straordinario si cercherà di interpellare sia il Ministro dell’Ambiente che dell’Agricoltura perché il problema è diventato di caratura Nazionale.