Alla scoperta di Ramzi Aya: profilo tecnico e tattico

La Salernitana consegna le chiavi del reparto difensivo all’italo-tunisino Ramzi Aya, prelevato dal Pisa, squadra nella quale il neo granata ha disputato l’intero girone di andata, alternando buone prestazioni ed altre meno abbaglianti sul piano della solidità. Si tratta di un discreto difensore la cui carriera si è sviluppata principalmente in terza serie (Reggiana, Torres, Andria e Catania), dopo aver tirato i primi calci ad un pallone nel settore giovanile della Fiorentina. In una difesa granata assolutamente deficitaria nel girone d’andata, il dioscuro di origini nordafricane potrà recitare la sua parte, ma sarebbe comunque ingeneroso sperare che la sua presenza possa immediatamente restituire sicurezza e impermeabilità alla retroguardia di mister Giampiero Ventura. Stiamo parlando di un calciatore che ha raggiunto la serie B alla soglia dei trent’anni, quindi di un elemento ancora alla ricerca di quelle esperienze di campo che forgiano il carattere e la capacità di fronteggiare attaccanti più scaltri e competitivi. La piazza di Salerno s’attendeva un profilo diverso, ma la grinta e la fisicità di Aya, affiancate da una buona dose di personalità, proveranno a cancellare sul terreno verde le legittime perplessità covate dalla tifoseria.Dal punto di vista tecnico, il neo granata è il classico difensore che può disimpegnarsi in una difesa a tre, sia nei panni di marcatore di destra, sia in quelli di guida centrale del terzetto. Cattiveria agonistica ed attenzione mentale rappresentano le sue qualità migliori, alle quali bisogna aggiungere una certa predisposizione ad impostare con personalità il gioco dalle retrovie. Arcigno ma non insuperabile nel gioco aereo (pochi i gol realizzati in carriera), sufficientemente rapido e veloce ma non proprio un fulmine di guerra, egli riesce ad esprimere interventi difensivi efficaci soprattutto quando legge in anticipo la giocata altrui, accorciando tempestivamente sugli attaccanti rivali e palesando una vigorosa aggressività. Pertanto risulta determinante la corretta lettura difensiva delle azioni, altrimenti il ragazzo rischia di andare in difficoltà nell’uno contro uno e nel fronteggiare le repentine verticalizzazioni dettate dagli attaccanti avversari. Prima di vederlo all’opera, i tifosi granata dovranno ancora pazientare perché l’ex nerazzurro, squalificato a causa della quinta ammonizione rimediata contro il Frosinone, sarà costretto a saltare la trasferta di Pescara.