Sulla strada del governo M5S-Pd. Conte riceve l’incarico

Giorni di trattative e montagne russe. A un passo dall’accordo, a un nulla dalla rottura. Ma dietro le schermaglie e i veti, il governo “giallorosso” è in procinto di nascere. Sulla strada del Conte-bis, i molteplici ostacoli hanno rischiato di far naufragare ogni possibile accordo e con esso il lavoro instancabile dei pontieri. Nonostante qualche nodo ancora da sciogliere (il ruolo di Di Maio all’interno della compagine di governo, ad esempio), le delegazioni di M5s e Pd hanno concordato di presentare al presidente del Consiglio dei ministri incaricato gli elementi condivisi di un programma di governo affinché possa approfondirle con le altre forze politiche. Nella mattinata dell’ultimo giorno di consultazioni, si è svolto l’ultimo vertice tra le due forze in cui dall’ottimismo delle ore precedenti si è passati alla saldatura dell’accordo. Successivamente, la direzione dem ha dato quasi all’unanimità, con un solo voto contrario, il mandato al segretario Nicola Zingaretti per trattare un nuovo governo con i grillini. La conferma dell’avvenuto accordo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha seguito con disappunto le trattative, esigendo chiarezza immediata. Negli incontri al Colle con le delegazioni di M5S e Pd, il Capo dello Stato ha poi ottenuto le garanzie che chiedeva sul governo di legislatura e sul ruolo del premier Conte: non più un notaio del contratto di governo ma direttore d’orchestra. Un premier che sceglie i suoi ministri e che mantiene l’indirizzo politico dell’esecutivo. E’ per questo che Mattarella ha affidato allo stesso Conte, convocato al Quirinale, l’incarico di formare il nuovo governo, frutto dell’accordo tra M5S e Pd. Il compimento del ribaltone di governo dista poche curve.

Le tappe. Dopo l’incarico ricevuto dal Capo dello Stato, Conte si ritaglierà alcuni giorni per preparare la lista dei ministri, stilare un programma politico insieme alle forze che lo hanno indicato e fare un breve giro di consultazioni con i partiti. Se le consultazioni andranno a buon fine, Conte consegnerà le sue proposte sui ministri a Mattarella e si confronterà con il Capo dello Stato. Nominati i ministri avverrà il giuramento del nuovo governo, probabilmente a metà della settimana prossima. Successivamente, la fiducia alle Camere. Il nuovo governo, forte anche dell’appoggio di LeU, del Gruppo Misto e degli Autonomisti, non dovrebbe incorrere in nessun problema relativo ai numeri.

La cronaca delle consultazioni

20.09 Zampetti (Segretario generale presidenza della Repubblica): “Il Presidente della Repubblica ha convocato il professore Giuseppe Conte per domattina alle 9.30 al Quirinale”.

19.00 Consultazioni Quirinale. Di Maio: “Costi quel che costi manterremo gli impegni che ci siamo assunti con gli italiani. C’è un accordo politico con il Pd affinché Conte possa ricevere il mandato. Il suo ruolo ci fa sentire garantiti sulle politiche del M5S. Il nostro programma è sempre lo stesso, quello votato da 11 milioni di italiani. Abbiamo iniziato un lavoro e vogliamo portarlo a termine. Non scapperemo, noi,” il riferimento è ovviamente alla Lega, “non rinnego l’esperienza degli ultimi 14 mesi ma a me interessa il meglio per il Paese e non per me stesso. Chiederò che il percorso di formazione del governo parta dalla creazione di un programma omogeneo. E solo dopo aver definito le cose da fare insieme si potrà decidere chi sarà chiamato a realizzarle”.

18.20 Consultazioni Quirinale. Salvini: “Gli italiani sono sconcertati per l’indecoroso spettacolo e teatrino, quello della guerra delle poltrone, a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni. 60 milioni di italiani sono in ostaggio di 100 parlamentari che hanno paura di perdere la poltrona. Il presidente del Consiglio lo hanno trovato a Biarritz ed è stato indicato da Parigi, Berlino e Bruxelles. Insomma, un governo Monti bis. L’unica cosa che hanno in comune è l’odio contro la Lega. Litigano già prima di governare, meglio votare subito”.

17.30 Consultazioni Quirinale. Berlusconi: “Una soluzione politicamente sbagliata e inadeguata ad affrontare i grandi problemi lasciati sul tappeto dall’esecutivo dimissionario. L’Italia ha bisogno di svolta liberale e liberista basata su taglio delle tasse, riduzione spesa pubblica, taglio del cuneo fiscale, riduzione perimetro dello Stato. La nostra opposizione sarà ferma e senza compromessi. Senza di noi la destra non sarebbe in grado di vincere e se vincesse non sarebbe in grado di governare. Vogliamo rilanciare un centrodestra europeo, atlantico, liberale e cristiano e lontano dai sovranismi per riaffermare l’onore e il ruolo dell’Italia nel mondo”.

17.00 Consultazioni Quirinale. Zingaretti: “Alla luce degli equilibri parlamentari abbiamo riferito al presidente di aver accettato la proposta del M5s di indicare in quanto partito di maggioranza relativa il nome del presidente del Consiglio dei ministri. Questo nome ci è stato indicato dal M5s nei giorni scorsi. Abbiamo altresì confermato risolutamente l’esigenza ora di costruire un governo di svolta e discontinuità. Non c’è alcuna staffetta da proseguire e nessun testimone da raccogliere, semmai una nuova sfida da cominciare. Amiamo l’Italia e pensiamo valga la pena provare questa esperienza: sottrarsi alla responsabilità del coraggio di tentare è l’unica cosa che non possiamo permetterci intendiamo mettere fine alla stagione dell’odio, del rancore e della paura”.

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