Spider-Man: Far From Home. LA RECENSIONE

Al secondo film legato all’Universo Cinematografico Marvel, il tessiragnatele più famoso del mondo dei fumetti si allontana (fortunatamente) dalla “sua” New York, per allargare i suoi orizzonti.

Trama:
Dopo gli apocalittici eventi di “Avengers: Infinity War” e “Avengers: Endgame”, il Mondo è ancora scosso per gli shock che questi hanno portato nella vita di tutti e per i molti super-eroi scomparsi. L’adolescente Peter Parker, nascondendo a tutti la sua identità di Spider-Man, cerca di rientrare nella normalità, provando a far nascere una storia d’amore con la compagna MJ durante una gita scolastica in Europa.
Ma la comparsa di mostri spaventosi e del nuovo super-eroe “Mysterio”, sconvolgeranno i suoi sogni di normalità…

Al secondo film legato all’Universo Cinematografico Marvel, il tessiragnatele più famoso del mondo dei fumetti si allontana (fortunatamente) dalla “sua” New York, per allargare i suoi orizzonti ad un vero e proprio giro turistico attraverso suggestive location internazionali (Venezia, Praga,  Londra).

Sul suo capo grava una pesante eredità e un mondo di adulti che lo tratta con sufficienza e che sembra non capire la sua vera età, pretendendo una dedizione al suo ruolo di super-eroe che gli farebbe perdere tutti i passaggi e le tappe della sua adolescenza.
La comparsa di un nuovo, incredibile, alleato, sembra risollevare le sue sorti e liberarlo di un fardello che la morte o l’allontanamento di tanti eroi della generazione precedente gli ha buttato sulle spalle.

C’è molta narrazione nell’ultima puntata (ormai si può parlare di serialità quasi televisiva nei prodotti Marvel, tanti sono i rimandi e i collegamenti che saldano un film all’altro) dell’enorme affresco cinematografico che i Marvel Studios stanno costruendo a partire dal primo “Iron Man” (2008), molta di più di quanto lo spettatore adulto o smaliziato possa o voglia ammettere.


C’è la capacità di capire dove il film potrebbe risultare stucchevole o già visto (da qui, dopo un totale di 6 film ambientati nella Grande Mela, la scelta di spostare l’azione altrove con un pregevole escamotage). C’è l’ormai comprovata ironia e capacità di scherzare su sé stessi, sui propri personaggi, sulle inevitabili ripetizioni a cui il prodotto seriale è spesso costretto.

Sui meccanismi narrativi spesso logori, senza però sminuire o impoverire la decennale proprietà intellettuale su cui si lavora. Il cliché, la banalità, il luogo comune, vengono smontati, spesso capovolti e “disinnescati”. Il pubblico moderno, abituato al cinismo, ad anticipare la battuta, lo snodo narrativo, ad irridere i meccanismi obbligatori dei vari generi, viene sconfitto, preso spesso di contropiede, costretto al silenzio da un abile affabulatore che dimostra di conoscere, prima che le regole della narrazione, le menti della platea, potendo così giocare d’anticipo.



Tom Holland, come nei film precedenti in solitaria o nel gruppo degli “Avengers”, dimostra una incredibile mimesi con il ruolo, facendo diventare il suo Spider-Man una delle cose migliori accadute alla Marvel cinematografica.
Il Cast di contorno è spesso brillante. Il film è una divertente commedia adolescenziale più che un vero e proprio film d’azione (e questo, per molti, potrebbe essere il suo limite), ma l’orchestrazione del tutto, appare così naturale e divertita che anche i detrattori di questo aspetto non potranno negare che il tono è perfetto per l’età e per l’indole dei protagonisti della pellicola.


Jake Gyllenhaal, nel ruolo del nuovo personaggio Mysterio, si barcamena in uno strano e duplice ruolo. Non raggiunge le vette del Michael Keaton nel film precedente, ma si distingue per l’interpretazione di un personaggio scritto in una maniera efficace che, purtroppo, non ha sullo schermo il tempo di sviluppo che forse avrebbe meritato.
JonWatts dirige tutto con sicuro mestiere e ottimi tempi comici. Si intravede (oltre ad un versante tecnico-effettistico ormai quasi scontato), un migliore lavoro (rispetto al film precedente) dedicato alle coreografie delle scene d’azione, davvero suggestive e in più di un occasione ottimamente girate (la sequenza a Venezia o quella finale di Londra su tutte).


In calce, “Far From Home” porta un non banale discorso sulla dissoluzione della realtà, sulle fakenews, e sui pericoli delle manipolazione delle immagini.
Introdurre temi del genere in un prodotto di consumo senza risultare didascalici o pedanti non è facile come sembra.

Consigliato.

Spider-Man – Far From Home” (2019) di JonWatts
con: Tom Holland, Samuel L.Jackson, Zendaya, JonFavreau, Jake Gyllenhaal, Marisa Tomei.