Il mercato incompleto e quella sgradevole sensazione di eterno anonimato calcistico

Sei punti in due partite e la prospettiva di godere un calcio gradevole ed efficace, grazie soprattutto al lavoro svolto da Giampiero Ventura, non sono riusciti a motivare la società granata impegnata nell’ultimo segmento della sessione estiva del calciomercato.

Ancora una volta, confermando quanto già visto negli anni precedenti, il trio Lotito-Mezzaroma-Fabiani, pur registrando l’abilità del tecnico ed un crescente entusiasmo in seno alla piazza, non ha completato il lavoro di potenziamento dell’organico.

Almeno due tasselli mancano all’appelloun attaccante tecnico e prolifico ed una mezzala in grado di non far avvertire le frequenti assenze di un Akpro troppo spesso frenato dagli infortuni.

Il ripetitivo rito dell’organico incompleto, destinato ad intralciare – si spera parzialmente – i propositi autenticamente ambiziosi dell’allenatore e del gruppo, è stato confermato anche in quest’occasione. Una squadra in grado di produrre un calcio imprevedibile e ricco di soluzioni offensive, qual è la Salernitana, non potrà avvalersi di un attaccante capace di concretizzare con continuità la mole di gioco prodotta. Gli schemi di Ventura, probabilmente, aiuteranno gli attaccanti presenti in organico ad incrementare le loro medie realizzative, ma restiamo nel campo delle auspicabili possibilità. La realtà degli score pregressi parla chiaro: la doppia cifra ha fatto raramente capolino nelle loro carriere. Fermo restando che fare 10-12 gol è un discorso, metterne a segno 18-20 rappresenta un altro scenario.

Assolutamente incomprensibile anche la scarsa attenzione destinata al necessario reperimento di una mezzala in grado di supportare e surrogare degnamente gli ‘insostituibili’ Firenze e Akpro. Maistro ed Odjer non possono svolgere la doppia fase assicurata dai loro colleghi con la medesima qualità, mentre il passaggio di Kiyine all’interno del campo favorirebbe la logica della coperta corta: colmi la lacuna a centrocampo ma perdi qualità ed efficacia sulla corsia laterale.

Pertanto, il ripetitivo mantra dell’organico incompleto, già registrato nelle precedenti stagioni (attacco forte e centrocampo povero di idee e qualità), smette di essere figlio di una vistosa quanto improbabile incompetenza e, gradualmente, viene elaborato dalla tifoseria e dagli addetti ai lavori ‘indipendenti’ come una tafazziana e pianificata strategia tendente a non favorire il decollo della squadra.

Pensieri, sospetti e malesseri che, inevitabilmente, smorzano sul nascere qualsiasi tentativo di riconciliazione, auspicato da una società che, nei fatti, sembra quasi lavorare per non favorire il retorico obiettivo dell’unità di tutte le componenti gravitanti intorno all’universo granata.

La tifoseria è ormai matura e sa perfettamente che ieri sera, al termine della prima fase del calciomercato estivo, la Salernitana positiva e vivace dei primi centottanta minuti, abbandonata dagli omessi investimenti societariinvece di ridurre le distanze che la separano dal gruppo delle grandi favorite ha realizzato che dovrà correre con maggiore intensità per colmare un gap ancora più marcato.

Le operazioni di potenziamento delle pretendenti al salto in massima serie non lasciano spazio alle interpretazioni. Il Perugia ha affiancato Falcinelli a Iemmello, il Benevento non si è lasciato piegare dall’infortunio di Schiattarella ed è corso ai ripari ingaggiando Hetemaj. Infine la Cremonese, già dotata di un organico importante, ha completato l’opera regalando un partner notevole (Ceravolo) a bomber Ciofani, oltre ad innestare qualità (kingsley) in un reparto mediano già di grande spessore.

La Salernitana? Ha semplicemente scommesso sull’interessante Gondo, operazione che, pur essendo economicamente accessibile, è stata effettuata attingendo dalle casse di casa Lazio. Un passaggio che, francamente, appare quasi mortificante.

In attesa di conoscere il pensiero finale di Ventura sull’intera campagna di rafforzamento – sperando nel suo qualitativo lavoro per far sopravvivere la speranza di protagonismo cullata dalla città interessata alle sorti granata – un interrogativo post mercato emerge tra gli entusiasmi più o meno orientati del giorno dopo: riusciranno un giorno i sostenitori del cavalluccio ad affrancarsi dalla sgradevole sensazione di un eterno anonimato calcistico?