Le certezze e le lacune. E cinque acquisti per osare

Dopo un inizio scoppiettante di calciomercato, che ha condotto alla corte di Giampiero Ventura calciatori di sicuro valore per la categoria (Lombardi, Firenze, Kiyine, Giannetti e Billong) ed altri dalle potenzialità tecniche incoraggianti (Karo, Carillo, Cicerelli e Maistro), la Salernitana si è concessa una pausa di riflessione, prima di operare le necessarie rifiniture per rendere la squadra sempre più prossima alle legittime aspirazioni di vittoria covate dalla tifoseria. Pertanto, una buona parte del lavoro di ricostruzione è passata in giudicato, ma la rosa dovrà essere ancora rinforzata e puntellata nei vari settori, se i propositi di tecnico e società vorranno sfidare le ambizioni delle compagini che hanno già occupato la prima griglia dei pronostici della vigilia (Benevento, Empoli, Frosinone e Perugia su tutte). In attesa di sbrogliare la matassa Cerci, operazione che si è quasi arenata negli ultimi giorni, proviamo a fare il punto della situazione, partendo dall’unica certezza tattica che sta connotando il lavoro di campo dell’ex Commissario Tecnico della Nazionale: la difesa schierata con tre centrali. In porta, salvo improbabili sorprese che potrebbero maturare nei prossimi giorni, la presenza di Micai non dovrebbe essere in discussione. Alle sue spalle, nella posizione di rincalzi consapevoli di dover recitare un ruolo secondario, ma anche pronti a dare il loro contributo in caso di emergenza, Vannucchi e Lazzari aspetteranno pazientemente il loro turno. Anche il roster dei difensori centrali si appresta ad appendere il cartello sold out. Mantovani – che comunque dovrà sostare ai box per circa due mesi – Migliorini e Billong rappresentano una buona base per la categoria. Però l’innesto di almeno un altro difensore centrale di piede mancino, strutturato fisicamente ma anche rapido e veloce, appare al momento una necessità da colmare in fretta. Fermo restando che il cipriota Karo e l’ex pisano Carillo, secondo gli addetti ai lavori, rappresentano più di una scommessa; mentre lo stesso Pucino ha dimostrato, nel corso delle precedenti stagioni, di poter fungere da jolly utilizzabile come esterno intermedio oppure nei panni di centrale di destra o sinistra. Un innesto dovrà essere sicuramente effettuato, sulla fascia sinistra, alla voce esterno intermedio. Perché se a destra Lombardi e Pucino forniscono le giuste garanzia, a sinistra la coppia Kiyine-Lopez qualche perplessità non riesce a fugarla. Ventura sta lavorando molto sull’utilizzo del talentuoso belga-marocchino, ma bisogna pur dire che queste prime amichevoli, disputate contro avversari di bassa levatura, costituiscono test poco attendibili. Infatti, non si discute tanto la capacità del ragazzo nel puntare e saltare l’uomo, quanto la sua possibile difficoltà ad arginare le iniziative del dirimpettaio esterno offensivo. Pertanto, considerata questa incognita e avendo ancora negli occhi il rendimento insufficiente espresso da Lopez durante lo scorso campionato, riteniamo fondamentale l’ingaggio di un esterno mancino che assicuri solidità in entrambe le fasi di gioco. Detto degli esterni e della difesa incardinata su tre centrali, passiamo ad analizzare le possibili opzioni a disposizione di Ventura per quanto concerne il centrocampo e la prima linea offensiva. Nel 3-5-2 (oppure 3-5-1-1), la disciplina tattica di Di Tacchio nella posizione di metodista e la qualità delle mezzali (Firenze, lo stesso Kiyine, ma anche Cicerelli ed un – si spera – Akpro definitivamente recuperato) sembrano offrire le giuste garanzie. Senza dimenticare il contributo che potrebbero dare un ritrovato Castiglia (9 gol a Vercelli due stagioni fa) e il ‘soldatino’ Odjer, ma anche la versatilità tattica ed il dinamismo espressi da elementi discretamente tecnici come Maistro e Lombardi. Diverso sarebbe il discorso se Ventura optasse per una linea intermedia costituita da quattro elementi. In tal caso, infatti, accanto al vigore e alla grinta di Di Tacchio, dovrebbe essere schierato un centrocampista in grado di dettare i tempi, sorretto da grande personalità, ma allo stesso tempo abile ad esercitare pressione sui facitori di gioco rivali e ad accompagnare la manovra offensiva della squadra. Akpro e Odjer rappresentano due discrete alternative, ma la presenza di un centrocampista intento a cucire ordinatamente il gioco, e allo stesso tempo di rubar palla, sembra assolutamente indispensabile. La linea offensiva, infine, potrebbe essere schierata con due attaccanti che giocano vicini (3-5-2/3-5-1-1), con un centravanti e due esterni offensivi (3-4-3), ma anche con un trequartista dietro due punte (3-4-1-2) oppure con due rifinitori alle spalle di un’unica punta centrale (3-4-2-1). Al momento, il roster offensivo comprende tre attaccanti centrali (Giannetti, Calaiò, Djuric) e due esterni/seconde punte (Orlando e Jallow). Ma anche diversi calciatori (Firenze, Kiyine, Lombardi, Maistro e Cicerelli) impiegabili in più ruoli (trequartista, esterno offensivo e seconda punta). Per un campionato di media-alta classifica potrebbe già andar bene così. Se, invece, l’obiettivo vuole essere quello dichiarato da Lotito (provare a raggiungere la massima serie), la società deve completare l’organico acquistando una punta in grado di garantire 15-18 gol stagionali, ma anche un esterno/trequartista deputato a fare la differenza sia in termini di gol che di assist vincenti regalati ai compagni. Operazioni che, ovviamente, dovranno essere accompagnate dal contestuale sfoltimento dell’organico.Quindi, ricapitolando, possiamo dire che molto è stato fatto, ma anche che la società dovrà continuare ad operare in maniera corposa, prima di vedere la Salernitana entrare di diritto nella prima fascia delle squadre favorite alla vittoria del campionato. Cinque acquisti (centrale difensivo, esterno sinistro intermedio, centrocampista centrale, esterno offensivo/trequartista imprevedibile ed una punta centrale prolifica) per trasformare la speranza di fare un buon campionato nella convinzione di giocarsela alla pari per la promozione in serie A.