CITTADELLA-SALERNITANA: LE PAGELLE

MICAI 5,5: tre buoni interventi su Iori, Branca e Diaw, incolpevole su tre dei quattro gol del Cittadella, avrebbe potuto fare qualcosa in più sul secondo gol di Diaw.

KARO 4: dorme al pronti-via con Billong, facendo fuggire verso Micai il guizzante Rosafio, che sciupa tutto calciando fuori. Inguardabile nel presidio dell’area sul colpo di testa di Diaw che spunta indisturbato alle sue spalle.

BILLONG 4: non regala mai sicurezza alla squadra, commettendo una grossa leggerezza in disimpegno ad inizio gara, lasciandosi anticipare su un taglio di Diaw e scavalcare pochi attimo dopo su una verticalizzazione dello stesso centravanti veneto. Nel secondo tempo va inutilmente giù sulla percussione con serpentina di D’Urso che regala il quarto gol al Cittadella.

PINTO 4: dorme fino ad un minuto prima di essere tolto dalla contesa. Sbaglia praticamente tutto, facendo controllare agevolmente il pallone a Diaw, prima di assistere immobile alla semigirata del numero nove locale. Poco reattivo sulle seconde palle, dove viene sistematicamente ed ingenuamente superato da tutti gli avversari che gravitano dalle sue parti. (CICERELLI 6): la sua freschezza atletica e mentale riesce a regalare qualche strappo offensivo in più alla squadra, ma non sempre la scelta della giocata è quella giusta, soprattutto quando esagera con qualche dribbling di troppo.

LOMBARDI 7: in una squadra molle, timorosa e priva di carisma, l’ex laziale è l’unico a metterci gamba, cuore, cattiveria agonistica e qualità tecnica. Due assist vincenti, diverse percussioni sull’out destro, un tiro potente respinto da Paleari ed un rigore guadagnato con una giocata efficace ed imprevedibile.

AKPRO 4: si lascia rubare numerosi palloni nella propria trequarti, regalando al Cittadella la possibilità di ripartire e colpire. Inutilmente falloso in fase difensiva, assolutamente nullo nella trequarti avversaria. (MAISTRO 4): un tiro sgonfio da oratorio, una maglia strappata a D’Urso e nient’altro da segnalare.

DI TACCHIO 4: non cuce il gioco, non presidia lo spazio tra la linea difensiva e il centrocampo, non raddoppia le marcature. Insomma, fallimentare anche sul piano della quantità. (DZICZEK 5): determinante nel mettere il piede sul tiro a botta sicura di D’Urso, poi lo stesso trequartista veneto gli sfugge in ogni zona del campo. Non pervenuto in fase di costruzione.

KIYINE 5: un rigore calciato con l’abituale freddezza, una discreta sterzata al centro da cui si sviluppa l’azione che regala alla Salernitana l’illusorio vantaggio di Djuric. Per il resto, tanta fuffa e mollezza in entrambe le fasi di gioco.

JAROSZINSKI 6: nel primo tempo interpreta bene il ruolo di esterno mancino intermedio, sovrapponendosi con i tempi giusti e non disdegnando di puntare l’avversario nell’uno contro uno. Nella ripresa, complici anche le difficoltà della squadra, si vede meno, prima di terminare la gara nel ruolo di centrale di sinistra, dove non commette errori rilevanti.

DJURIC 7: alla pari di Lombardi, ha lottato fino all’ultimo secondo mettendo in campo il suo conosciuto repertorio calcistico. Ottimo lo stacco aereo che regala alla Salernitana il vantaggio iniziale. Dalla sua testa parte anche la spizzata sul primo palo che trova la reattività di Paleari. La squadra è in difficoltà, ma lui non smette mai di mollare la presa, come testimoniano le sue gestioni di palla in grado di far salire la squadra nel finale e, soprattutto, l’ottimo assist aereo che Giannetti sciupa indecorosamente.

GIANNETTI 4: nullo fino al gol che restituisce un minimo di colore alla squadra, ma sciupa clamorosamente una doppietta che avrebbe permesso a lui di non abbandonare il campo con una prestazione indecente ed alla squadra di muovere la classifica.

VENTURA 4: giocare contro una squadra dinamica, aggressiva e ricca di soluzioni offensive richiede uno spartito tattico intriso di cattiveria, personalità e concentrazione. Lui decide di andare a scontrarsi contro un muro riproponendo la solita squadra piatta, lenta, lunga e larga che da diverse settimane fa sorridere gli avversari. Assolutamente inconcepibile anche la gestione complessiva dell’organico.Ventura, dispiace dirlo, da valore aggiunto sta gradualmente vestendo i panni di elemento nocivo per le sorti della squadra.