Battipaglia, l’ennesimo rogo. Aria irrespirabile e scuole chiuse. Allarme per le colture

Un nuovo incendio è divampato la scorsa notte nella zona industriale di Battipaglia all’interno della MGM, azienda impegnata nella trasformazione degli pneumatici in bitume. L’impressionante colonna di fumo innalzatasi è visibile dall’intera città, invasa da una nube carica di diossina. Sul posto numerose squadre dei Vigili del Fuoco. Si tratta dell’ennesimo rogo sul territorio battipagliese: il 3 agosto, in seguito all’incendio in un impianto di stoccaggio, le rilevazioni dell’Arpac dimostrarono il superamento del livello di diossine, certificando a tutti gli effetti il disastro ambientale provocato.

In occasione del rogo della scorsa notte, è stata emanata un’ordinanza sindacale con la chiusura di tutte le attività, le scuole e le case nel raggio di un 1 km, si avvisa e consiglia di tenere le finestre chiuse e nel caso di lavare accuratamente ortaggi e panni esposti all’esterno.
Un fumo nero e intenso di gomme che bruciano, quindi altamente pericoloso, si è propagato per Battipaglia. Pertanto la scuola Enzo Ferrari e la scuola Sandro Penna, e tutte quelle dipendenti da essi, sono state chiuse per la giornata di oggi.

La Mgm

La Coldiretti, pronta a costituirsi parte civile, parla di un colpo all’ambiente, ma anche all’economia e all’immagine del territorio. “Gli incendi dolosi che si stanno susseguendo a Battipaglia rischiano di avere effetti devastanti dal punto di vista economico ed ambientale in un’area che da sola rappresenta il 70% del Pil della quarta gamma in Italia – lo scrive in una nota il presidente Provinciale Vito Busillo – è prioritario verificare al più presto la realtà dei fatti senza allarmismi, adottare tutti gli accorgimenti a tutela della sicurezza e della salute e accertare immediatamente le responsabilità e i danni diretti ed indiretti alle imprese agricole. Non bisogna dimenticare che la Piana del Sele è oggi il polo agricolo più importante d’Italia, vi operano circa 3mila aziende e 9mila occupati con un fatturato annuo che sfiora i 3 miliardi di euro e un export che pesa per oltre il 40 per cento. Non possiamo mettere a repentaglio un’economia così importante per il territorio”. 

“Basta! E’ Necessario accendere i riflettori su quel territorio ed individuare una soluzione per fermare il fuoco illegale – sostiene Legambiente – Invitiamo la Commissione bicamerale sul ciclo illegale dei rifiuti ad aprire capitolo “Battipaglia”, adottando il metodo già sperimentato per i roghi in Terra dei fuochi”.