Aggredire i patrimoni per bloccare la ricchezza della camorra

Aggredire i patrimoni per bloccare la ricchezza della criminalità. E’ questa la strategia adottata dagli inquirenti per spezzare la catena dell’illegalità che lega la criminalità organizzata ad alcuni soggetti appartenenti all’imprenditoria locale. “Il monitoraggio dell’Agro nocerino da parte della Direzione distrettuale antimafia di Salerno è molto elevato. Le maggiori criticità sono proprio su questo territorio e ben presto ve ne renderete conto”, ha ribadito il procuratore capo Giuseppe Borrelli sulla base di concrete attività messe in campo negli ultimi tempi dalla Dda su tutto il territorio tra Salerno e Napoli. Negli ultimi diciotto mesi il risultato ottenuto riguarda l’emissione di misure di prevenzione patrimoniale per oltre cinquanta milioni di euro nei confronti di diversi imprenditori ritenuti contigui alla criminalità organizzata come Francescantonio Fabbrocino, Mattero ed Aniello Serino, Liberato Marcantuono e Roberto Squecco.

Le dichiarazioni di Borrelli fanno seguito ad un provvedimento di sequestro emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia, per l’ammontare di oltre 7 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore nocerino Citarella, ex patron della squadra locale, pluripregiudicato (già dichiarato “socialmente pericoloso” e destinatario, nel 2001, di una sentenza irrevocabile di condanna per tentato omicidio), nei confronti del quale è ipotizzata l’appartenenza ad un’associazione di tipo camorristico, nonché una serie di condotte di intestazione fittizia di beni, reati contro la Pubblica Amministrazione ed altri delitti associativi finalizzati alla commissione di illeciti di natura tributaria. Le indagini, sviluppate dal Gruppo Investigativo Criminalità Organizzati (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria delle Fiamme Gialle di Salerno, hanno permesso di rilevare, sin dall’inizio, una consistente sproporzione tra il tenore di vita ed i beni riconducibili all’indagato ed il relativo profilo fiscale.

Per ricostruire in maniera puntuale il suo effettivo patrimonio, i militari hanno incrociato le informazioni estrapolate dalle banche dati in uso e analizzato tutta la documentazione contabile e commerciale (tra cui i contratti di compravendita di beni e di quote societarie) acquisita, mettendo in luce il frequente ricorso, da parte dell’imprenditore, a soggetti prestanome, ovvero a propri familiari, al fine di “schermare” l’effettiva titolarità degli stessi beni (mobili ed immobili, oltre a partecipazioni societarie) che formano oggi oggetto di sequestro. Nel corso degli approfondimenti, è stato individuato, da ultimo, un ulteriore complesso aziendale nella disponibilità dell’interessato. La società, attiva nel settore delle costruzioni di infrastrutture stradali e recentemente aggiudicataria di un appalto per oltre 5 milioni di euro, dopo alcune variazioni della compagine, è risultata infatti riacquisita dai familiari dello stesso indagato ad un prezzo di cessione puramente simbolico.

L’Agro nocerino-sarnese rappresenta l’area maggiormente soggetta a interferenze con i contesti associativi sub-vesuviani. La locale mappatura criminale ha subito nel tempo costanti rimodulazioni connesse a riorganizzazioni interne, ma soprattutto all’incisiva azione repressiva subita anche a seguito
delle diverse collaborazioni con la giustizia avviate da esponenti di spicco dei clan. Anche se tali mutamenti hanno fatto registrare in alcuni casi uno sfaldamento delle organizzazioni criminali in gruppi minori la presenza di soggetti dotati di un consolidato spessore criminale ne ha preservato la capacità di controllo del territorio soprattutto attraverso la pressione estorsiva e usuraia ma anche mediante l’infiltrazione degli Enti locali.

Nell’intera area permane una certa instabilità dovuta anche alla presenza di gruppi minori che oltre al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti non disdegnano la commissione di reati contro la persona e il patrimonio. Peraltro, è lo stesso Procuratore di Salerno, Borrelli, a ricordarlo: “Accanto agli ingenti interessi che afferiscono alle estorsioni ad imprenditori e commercianti e al più volte citato traffico di stupefacenti (di cui l’area è storicamente un importante crocevia in termini sia organizzativi, sia logistici), particolare riguardo merita, quale ambito di estrinsecazione di interessi della criminalità organizzata locale, la vocazione agricola e conserviera del territorio, che alimenta una filiera comprendente le prestazioni d’opera bracciantili, la trasformazione dei prodotti, il deposito e lo stoccaggio, il confezionamento ed etichettatura, i trasporti su strada, etc., ambiti permeabili alle variegate forme di illiceità a cui può dare luogo l’esercizio della forza di intimidazione”. Come emerge dall’ultima relazione semestrale della Dia, non meno incidente risulta nella zona l’interesse dei clan per la pratica usuraia, abilità che si aggiunge all’accaparramento di commesse pubbliche attraverso forme di condizionamento e/o connivenza delle amministrazioni locali, che, negli anni scorsi, hanno dato luogo anche a provvedimenti di scioglimento di organi elettivi per infiltrazioni camorristiche.

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