Italia, Pil a crescita zero. Cala l’inflazione, rincari nel carrello della spesa

L’economia italiana, dopo un periodo di lieve crescita, riserva un segnale di preoccupante debolezza nel secondo trimestre dell’anno. Come riporta l’Istat, nel secondo trimestre del 2019 è continuata la fase di sostanziale stagnazione dell’economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno. Dopo il lievissimo calo registrato nella seconda metà del 2018 e l’altrettanto marginale recupero del primo trimestre, il Pil ha segnato nel secondo 2019 una variazione congiunturale nulla. La stima preliminare presentata ha necessariamente natura provvisoria e si basa su una valutazione dal lato dell’offerta che indica cali dell’attività per l’agricoltura e per l’industria e un contenuto incremento per l’insieme del terziario.

A luglio il cosiddetto carrello della spesa’, l’insieme dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, segna un rincaro, spinto dai rialzi di frutta e verdura fresche. Per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona e per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto l’inflazione è pari a +0,8%, rispettivamente da +0,2% e da +0,5%; entrambe si portano, quindi, al di sopra di quella riferita all’intero paniere. L’ulteriore rallentamento dell’inflazione a luglio (che torna al livello di aprile 2018) è quasi del tutto imputabile ai prezzi dei Beni energetici regolamentati e in particolare alle tariffe sul mercato tutelato del gas di rete e dell’elettricità, che diminuiscono rispetto a giugno, mentre a luglio dello scorso anno erano aumentate rispetto al mese precedente, determinando così l’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati. Il contributo alla crescita dei prezzi al consumo di questa componente da positivo diventa quindi negativo e l’inflazione al netto degli energetici, pur in un quadro di inflazione debole, per la prima volta da dicembre 2016 torna al di sopra dell’inflazione generale.