Il mondo interiore di Luciano Tarullo incontra quello esteriore ne “L’Isola”

Luciano Tarullo sbarca nel mondo musicale e approda “sull’isola”. È così che si intitola il suo lavoro che più che un semplice album è la somma delle esperienze di vita, delle idee, delle riflessioni dell’artista.
9 tracce lo compongono, a metà strada tra rock e cantautorato, con tocchi di pop rock ne “Il senso di noi” e di hard rock in “Tu da che parte stai”.
9 tracce che esplorano il mondo interiore di Tarullo, toccano quello esteriore, così che i due si possano incontrare e possano conoscersi e dialogare tra loro. È da qui che nascono brani come “Spalle al muro”, un brano – manifesto contro le apparenze e l’ipocrisia che regnano sovrane nei nostri giorni. Oppure il succitato “Tu da che parte stai”, che racconta quanto il mondo in cui viviamo oggi sia pericoloso, perché non sappiamo mai davvero cosa succede intorno a noi, ne conosciamo solo una piccola parte e così anche solo prendere una posizione diventa difficile. Ci sono momenti di riflessione profonda come in “Il tempo”, che ci dice che non dobbiamo badare né al passato, né al futuro, perché tornare indietro è impossibile e lo è altrettanto prevedere cosa accadrà; siamo qui, immobili, nel nostro tempo, cercando di “abbattere quel muro” che separa chi siamo da chi siamo stati e chi saremo. Momenti introspettivi come in “Benvenuto”, una sorta di lettera che l’artista scrive al se stesso appena venuto al mondo circa 28 anni fa (e che è stato registrato live in studio, piano e voce, proprio per conservarne e preservarne l’autenticità e l’onestà). Ma si parla anche di perdita, di dolore, nella traccia “Come un angelo senz’ali”, che narra di una scomparsa prematura ed è arricchita dalla voce di Piera Lombardi.

Luciano Tarullo

“L’isola” è il culmine di un lungo processo artistico: contiene canzoni scritte nell’arco di oltre 10 anni. Nasce da una necessità, quella di mettere nero su bianco tutti i momenti che hanno contribuito a rendere Luciano Tarullo la persona e l’artista che è oggi. E non è un caso che l’artista si sia occupato sia della scrittura che degli arrangiamenti, potendo sempre contare comunque su una vera e propria squadra che lo ha supportato ed accompagnato durante i due anni di produzione al TVA Studio di Ascea (Sa).
L’album non è però un punto di arrivo: è solo una tappa di un percorso artistico. Che speriamo sia il più lungo possibile.