Estate rovente, per i metereologi è soltanto l’inizio

Il mese di giugno più caldo mai registrato nel mondo. A decretarlo sono i dati satellitari diffusi dal servizio Copernicus sul cambiamento climatico, a guida Ue, secondo cui la colonnina di mercurio è salita di 0,1 gradi rispetto al precedente record per un mese di giugno, che risaliva al 2016. In tutto il continente è stata registrata una temperatura di circa 2 gradi superiore rispetto alla media del periodo. Il servizio Copernicus non attribuisce questo record direttamente al cambiamento climatico ma altri studi condotti a livello internazionale rivelano come il riscaldamento globale abbia reso l’ondata di calore almeno 5 volte più probabile.

Ondate di caldo eccezionale diventeranno sempre meno anomale. Secondo Marina Baldi, ricercatrice di Biometeorologia di Firenze del Consiglio nazionale delle ricerche, nonostante la cautela da adottare quando si tratta di associare fenomeni meteorologici a tendenze del clima, il riscaldamento globale costituisce la principale causa delle estati sempre più torride. “Abbiamo registrato negli ultimi 30 o 40 anni che queste ondate di caldo eccezionale sono aumentate in frequenza e intensità a causa del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Saranno più duraturi e con temperature più elevate rispetto a quanto succedeva, per esempio, 50 anni fa”.  A partire dal mese di luglio, quando altre giornate da bollino rosso, anche al Sud, potrebbero provocare grandi disagi soprattutto nei centri urbani. Le previsioni annunciano in Campania una lieve attenuazione del caldo nella prima decade del mese, complice l’avvento di un vento settentrionale in grado di mitigare gli effetti dell’anticiclone africano. Nelle zone interne, fasi instabili pomeridiane potrebbero innescare fenomeni temporaleschi. A partire dalla seconda decade, invece, le tendenze indicano un ritorno di temperature elevate, seppur in linea con le medie del periodo.